Capodanno 2012 Budapest (Ungheria) - Simo & Roby

Estate 2011 Maiorca (Spagna) - Simo

Giugno 2011 Dublino (Irlanda) - Simo & Roby

Capodanno 2011 Madrid (Spagna) - Simo & Roby

Estate 2010 Malta - Simo & Roby

Estate 2009 Valencia (Spagna) - Simo & Roby

Capodanno 2009 Amsterdam (Olanda) - Simo & Roby

Estate 2008 Cipro - Simo, Roby, Barbarina

Giugno 2008 Budapest (Ungheria) - Simo & Luca

Capodanno 2008 Monaco di Baviera (Germania) - Simo & Roby

Estate 2007 Malta - Simo, Daniele, Luca

Aprile 2007 Berlino (Germania) - Simo & Roby

Capodanno 2007 Varsavia (Polonia) - Simo & Roby

Estate 2006 (Seconda parte) Creta (Grecia) - Simo

Estate 2006 (Prima parte) Oslo; Bergen; Tromso (Norvegia) - Simo

Aprile 2006 Praga (Repubblica Ceca) - Simo & Roby

Capodanno 2006 Lisbona e Sintra (Portogallo) - Simo & Roby

Agosto 2005 Calella, Barcellona, Blanes (Spagna) - Simo & Roby

Aprile 2005 Londra (Inghilterra) - Simo & Roby

Aprile 2004 Vienna (Austria) - Simo & Roby

Estate 2003 (Quarta parte) Vilnius (Lituania) - Simo & Roby

Estate 2003 (Terza parte) Riga (Lettonia) - Simo & Roby
Estate 2003 (Seconda parte) Tallin (Estonia) - Simo & Roby
Estate 2003 (Prima parte) Helsinki (Finlandia) - Simo & Roby
Primavera 2012: Chissà... ;)
Periodo: Primavera 2012
Durata: qualche giorno

Ahimè... rientrati da poco dalle ultime vacanze di Capodanno!
Non c'è una meta in particolare come nostro prossimo viaggio, sempre molto apprezzati i suggerimenti!!!

Capodanno 2012: Budapest (Ungheria)
Budapest (Ungheria)
Periodo: Capodanno 2012
Durata: 4 Giorni (30 Dicembre '11 - 3 Gennaio '12)

Per festeggiare il capodanno 2012, decidiamo di partire alla volta di Budapest, la capitale ungherese. Per me si tratta del primo viaggio in questa meta, mentre per Simo è la seconda (v. viaggio di Simo & Luca, Giugno 2008).
Il viaggio di andata è un volo da Malpensa con la compagnia AirDolomiti per Monaco, da lì un successivo volo Lufthansa ci porterà a destinazione. Fortunatamente riusciamo ad evitare lo sciopero che ha investito il personale di terra dell’aeroporto milanese, portandoci dietro però un ritardo di circa mezz’ora, a causa di problemi con le carte di imbarco per molti viaggiatori. La vacanza inizia per noi con una nota positiva: il tragitto Monaco-Budapest è per noi in Business Class (probabilmente come forma di scusa della compagnia per il ritardo procurato…), molto apprezzato quindi il servizio di ristorazione assai più ricco e prelibato rispetto a quello destinato ai passeggeri in Economy.
Atterriamo a Budapest verso le ore 17. Da qui ci informiamo per il raggiungimento dell’hotel (CEU Residence and Conference Center, sito nella periferia orientale della città, ndr) con i mezzi pubblici. Dall’aeroporto è presente un bus espresso (linea 200E) che porta alla fermata della metropolitana più vicina, la “Kobania Kispest” (capolinea Metro 3) in circa 30 minuti. In aeroporto cambiamo i primi euro nella valuta locale (il Fiorino Ungherese), ad un cambio che però non è conveniente (un 10% sotto la quota ufficiale, che al momento si aggira attorno ai 300 Ft per un Euro).
N.B.: Si consiglia di cambiare pochi euro in aeroporto (giusto per le prime spese di trasporto), e di usare i numerosi punti in città per cambiare gli euro.
L’hotel, come detto, è in un punto periferico della città, in una zona residenziale e traquilla.
Ci giungiamo circa alle 19; svanisce pertanto l’idea di visitare le ultime ore dei mercatini di Natale situati in centro città, che avrebbero chiuso alle ore 20 del giorno 30.
La camera è modesta, ma comoda e pulita. Il servizio per il cambio asciugamani è quotidiano e più che soddisfacente. L’edificio è moderno e non rileviamo alcuna nota negativa, è pertanto consigliabile per soggiorni brevi.
L’hotel è situato su una strada principale a percorrenza veloce, la “Kerepesi utka”, affiancata da una linea ferroviaria, che però non ha stazioni di fermata nelle vicinanze, è pertanto consigliabile l’utilizzo di un bus (linea 45, la fermata è in prossimità dell’hotel), che porta in poche fermate alla stazione di “Ors Vezer Ter” (capolinea Metro 2); noi abbiamo scelto di percorrere questo tratto sempre a piedi (circa 25 minuti) come “riscaldamento muscolare” per le lunghe passeggiate che ci sarebbero aspettate al centro della città. :-)
La sera del primo giorno decidiamo comunque di visitare il centro città, giusto come “sopralluogo” per quello che sarà l’itinerario del giorno di San Silvestro.

Il Centro (Belvaros), sebbene occupi l’area della medievale Pest, rievoca l’atmosfera della grande città di fine Ottocento e inizio Novecento. Ha inizio dalla nota Vorosmarty Ter, animato luogo di incontro da dove parte la famosa Vaci utca, la prima via a Budapest adibita a zona pedonale; sulla piazza si affaccia una delle caffetterie più frequentate del quartiere, la rinomata Gerbeaud.
Da rilevare che in questo periodo a Budapest il Sole tramonta verso le ore 16, ed alle 16.30 le illuminazioni dei monumenti e dei ponti sul Danubio rendono l’atmosfera assai affascinante e suggestiva; le foto riescono solo in parte a descrivere le immagini proposte ai nostri occhi.

Budapest, attraversata dal fiume Danubio, presenta due “volti” che descrivono la storia di questa città, ad Ovest del Danubio c’è la zona più antica e ricca di storia: “Buda” mentre ad Est c’è “Pest”, più moderna e “commerciale”. La città antica di Buda è sopraelevata, su una delle sue colline sorge la Cittadella, e nell’area a maggior rilevamento storico c’è il Castello Reale, che ospita un borgo molto caratteristico e piacevole da visitare, raggiungibile a piedi o con una Funicolare (stazione in piazza “Clark Ter”).

Il raggiungimento del centro in Metropolitana (dalla stazione di “Ors Vezer Ter”) ci porta alla stazione “Deak Ferenc Ter” che è l’unico crocevia delle 3 linee metropolitane presenti a Budapest.
Da lì raggiungiamo a pochi passi la piazza “Vorosmarty Ter” che è la più centrale della città, e che ospita all’interno di gazebo in legno locali di ristorazione a base di carne alla griglia e vin brulè, qui fino al 30 Dicembre si sono tenuti i mercatini di Natale.
Con meno di 10 euro è possibile consumare una ricca cena, consigliata la specialità locale: il Gulash una zuppa di verdure e carne (manzo o maiale) servita in una capiente pagnotta di pane scavata nel centro.

L’obiettivo principale di questa serata è capire come festeggiare in centro l’attesa del nuovo anno.
Purtroppo neanche l’Ufficio Turistico della città (nei pressi di “Deak Ferenc Ter”) può aiutarci a capire se vi saranno degli spettacoli pirotecnici, o degli eventi di concerti in Piazza però ci segnano sulla cartina le piazze dove avevano fatto i concerti per il Capodanno 2011… (Quindi per sapere le piazze dei festeggiamenti per questo Capodanno dobbiamo venire l’anno prossimo?!?! Mah!!!)
Per puro caso nei pressi del Ponte della Libertà (Szabadsag Hid) in “Favam Ter” notiamo un palco, quindi ipotizziamo che l’indomani potremmo dirigerci in questa zona nel caso non trovassimo un’area nota per i festeggiamenti in piazza.
Facciamo poi rientro in Hotel, stanchi per il viaggio e per questa prima visita alla città.

La mattina del 31 ci avviamo al solito in “Ors Vezer Ter” e cerchiamo un posto per la prima colazione. In piazza sorge un vasto centro commerciale: l’Arkad (al suo interno vi sono un supermercato alimentare “Interspar”, un “Mediaworld” e numerosi negozi soprattutto di abbigliamento e locali di ristorazione). Scegliamo di “testare” il Szamos Cukraszda, situato al piano -1 del suddetto centro commerciale (questo piano è connesso direttamente alla linea metropolitana). Il locale è piccolo ma elegante e riservato, è principalmente una pasticceria ma offre anche caffè e cappuccino. La scelta è pienamente azzeccata: con circa 2,5 Euro (750 Ft) si consuma un ottimo cappuccino (degno di essere chiamato tale!), accompagnato da un biscotto di pasticceria, un bicchierino di acqua ed un prodotto tra un’ampia scelta di Torte, Pasticcini, Briosche farcite e non.
Sarà meta fissa per le nostre colazioni durante l’intero soggiorno, con eccezione dell’1 che è giorno di chiusura festiva, ahinoi…

Primo giorno (31 Dicembre)
Il primo giorno lo dedichiamo alla visita del centro di Pest, con le sue numerose vie dello shopping, una fra tutte la “Vaci Utka” che da piazza “Vorosmarty Ter” porta fino al lungofiume presso il Ponte della LibertàSzabadsag Hid”. La strada è costellata da negozi di souvenirs, in piena mostra delle tipiche manifatture locali, in prevalenza porcellane (tazze, vassoi e quant’altro) e la Paprika contenuta in vasetti o sacchetti di tela. Consigliabile la visita del lungofiume con la vista delle colline di Buda e delle sue roccaforti, nonché dei suggestivi ponti che attraversano il Danubio.
Percorriamo il Ponte della Libertà (Szabadsag Hid) per dirigerci nella zona meridionale di Buda, in un’antica fortezza eretta sul monte Monte Gellert (Gellert-hegy) dagli austriaci negli anni 1850-51, la cui sommità è dominata dalla Statua della Libertà (Szabadsagszobor) alta 14 metri, qui vi sorge la Citadella, da dove si gode giorno e notte, un meraviglioso panorama su tutta la città. Il Monumento di San Gerardo (Szent Gellert Szobor), con la sua cascata d’acqua illuminata, offre di notte un indimenticabile spettacolo. Da qui uno splendido panorama sulla città permette di osservare da nord a sud la città di Pest, nonché la città vecchia di Buda ed il Castello Reale.

Ritornati a Pest, ci dirigiamo al Mercato Coperto (Fovam Korut), venne costruito in stile liberty alla fine dell’Ottocento, quando i mercati all’aperto non furono più in grado di soddisfare le esigenze della città in rapida crescita. Dotato di belle strutture interne in ferro battuto, è molto frequentato e costituisce un interessante spaccato della vita di tutti i giorni dei budapestini. E’ indicato per fare ottimi acquisti, consigliati qui la Paprika e il salame Pick.

Ceniamo in uno dei tanti locali di Fast-Food, le catene McDonald’s e Burger King non mancano, e sperimentiamo positivamente anche una catena locale di Fast-Food: “Gusto Burger” di ovvie origini italiane, che offre un delizioso “Salmon Burger” alquanto sfizioso. :-)

Per trascorrere il tempo che ci separa dalla tanto attesa mezzanotte, andiamo nuovamente alla ricerca di una piazza dove vi sia un concerto, o comunque Festa in piazza. Non troviamo riscontro nelle diverse piazze segnalate dall’ufficio turistico, però segnalo piazza “Szabadsag Ter” (nei pressi del Parlamento) dove non si festeggiava alcunchè ma le illuminazioni serali e gli edifici ai lati la rendevano molto suggestiva.
Infine ci dirigiamo al palco che avevamo notato la sera prima, in “Favam Ter”.
Qui troviamo l’allestimento per un concerto, infatti dalle ore 21 assistiamo alle esibizioni di cantanti che scopriamo essere parecchio molto noti al pubblico ungherese, la serata prevede le performance dei seguenti artisti:
Gáspár Laci (Pop): Da molti anni sulla scena. Discreto, musica orecchiabile peccato abbia cantato solo in ungherese. Non male!
Compact Disco (Disco-pop): Gruppo abbastanza recente che sta avendo molto successo soprattutto tra i giovani. Musica molto orecchiabile, la cosa positiva è che hanno cantato in inglese. A parte il nome “molto fantasioso”, i migliori della serata!
Fluor (Rap): Giovane rapper ungherese trascinatore della folla locale, ma tralasciamo la “musica” e i testi (in ungherese). Sinceramente il peggiore della serata. Una copia mal riuscita di Eminem
Lola (Pop): Giovane promessa ungherese, una sorta di imitazione di “Hannah Montana” che ha cantato solo cover (tra cui Rihanna… sacrilegio!!!). Ragazza molto bella, ma in quanto a canto… “Hannah Montana de noantri”

Quando la mezzanotte si avvicina scegliamo di assistere agli spettacoli pirotecnici (organizzati privatamente dagli abitanti) dal vicino Ponte della Libertà. Anche se non sono stati i fuochi “ufficiali”, sono stati davvero molto belli e la posizione strategica che abbiamo scelto ci ha permesso di avere una ampia visuale per ammirare questo spettacolo.
Trascorsi i festeggiamenti del nuovo anno, ci dirigiamo verso “Ferensiek Tere” per prendere l’autobus notturno che ci porterà fino a “Ors Vezer Ter” (in quanto le Metropolitane chiudono alle 23.30 circa). Considerata l’ora e la temperatura piuttosto rigida, optiamo per un taxi per raggiungere l’hotel dalla fermata cui ci ha lasciati l’autobus (il tratto è di circa 2 km, il costo in due è stato di 3000 Ft, circa 10 Euro).

Secondo giorno (1 Gennaio)
Decidiamo di dedicare la mattina alla visita dell’antica città di Buda. Percorriamo il Ponte delle Catene (Szechenyi Lanchid, il più antico della città) raggiungendo quindi la funicolare che ci porterà alla Città Vecchia (Giungervi con la funicolare assicura una delle più affascinanti vedute panoramiche).
Il Quartiere del Palazzo Reale (Varnegyed), cittadella medioevale con pittoresche stradine silenziose, vecchi palazzi e straordinarie opere d’arte.
I siti e monumenti di maggior rilievo sono la Chiesa di Mattia (Matyas Templom), uno dei simboli della Budapest odierna, costruito a più riprese nei secoli XIII-XV in stile gotico. Nella chiesa si possono visitare il lapidario, il reliquiario, la copia delle insegne dell’incoronazione, la cappella dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Nel Tesoro sono invece custoditi capolavori di oreficeria. Grazie alla sua ottima acustica, la chiesa ospita spesso concerti;
Il Bastione dei Pescatori (Halaszbastya), costruito nel 1905 dove sorgeva il medievale mercato del pesce (da cui deriva il nome). Non ha mai avuto scopi di difesa ed offre uno splendido belvedere;
Il Palazzo Reale (Kiralyi Palota), imponente edificio barocco, le cui sale ospitano diversi musei: la Galleria Nazionale Ungherese, la Biblioteca Szechenyi ed il Museo Storico di Budapest;

Nel pomeriggio discendiamo verso Pest per fare visita al Palazzo del Parlamento, costruito in stile neogotico tra il 1885 e il 1904, è il simbolo di Budapest e si affaccia, con grandioso effetto scenografico, sul Danubio. Notevoli, sulle sue facciate, l’elegante merlatura di pietra in stile gotico e ottantotto statue raffiguranti le più insigni personalità della storia ungherese, che, insieme alle numerose piccole torri e vari dentelli, rendono il palazzo uno degli edifici architettonicamente più elaborati della Capitale. Gli ospiti più insigni accedono agli interni passando tra poderose statue di leoni di bronzo e salendo una sfarzosa scalinata che porta alla sala sotto la cupola, luogo dei principali ricevimenti di Stato.
Sulla piazza, di fronte al Parlamento, sorgono due palazzi monumentali:
a destra il Videkfejlesztesi Miniszterium (Ministero per l’Agricoltura), a sinistra il Neprajzi Muzeum (Museo Etnografico).
Degno di nota anche il Ponte Margherita (Margit Hid) con la caratteristica forma ad angolo (150°) per abbracciare la punta dell’isola Margherita sita al centro del Danubio.
Impossibile visitare Budapest senza fare una passeggiata sul Lungodanubio che, assieme al Palazzo Reale di Buda, non solo è il vanto degli ungheresi, ma è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Si può anche prendere il tram numero 2 sul Lungodanubio di Pest e fare tutto il percorso che dal Ponte Margherita arriva fino alla zona sud della Capitale.

Terzo giorno (2 Gennaio)
L’ultimo giorno di permanenza a Budapest lo dedichiamo alla visita della Piazza degli Eroi (Hosok Tere) ed il Parco civico (Varosliget).
L’area sorge un po’ fuori della città, a nord-est, ed è raggiungibile in Metropolitana con la Linea 1 (fermata “Hosok Tere”), che tra l’altro è la più antica della città, degne di nota sono le stazioni al loro interno che in stile “retrò” mostrano decori e pareti con piastrelle bianche, nonché antichi gabbiotti in legno per ospitare le biglietterie.
Prima di raggiungere la nostra meta, facciamo una visita veloce alla Sinagoga (nei pressi della fermata “Astoria” della Metropolitana Linea 2) e alla Basilica di Santo Stefano (nei pressi della fermata “Bajcsy-Zsilinszky” della Metropolitana Linea 1), sorge in una grande piazza ed è la chiesa più grande di Pest. L’edificio è sormontato da una imponente cupola, da dove si può ammirare tutta Pest e anche il Castello Reale. All’interno straordinarie opere d’arte raffigurano Santo Stefano, Re fondatore dello Stato. Nella sala del tesoro, in un artistico reliquiario medioevale, ne è conservata la mano destra imbalsamata. Da qui prendiamo la Metropolitana per dirigerci verso Piazza degli Eroi.
In centro alla Piazza è possibile osservare il monumento del Millennio, una colonna alta 36 metri alla cui sommità si erige una statua in bronzo dell’arcangelo Gabriele. La monumentale opera vuole rendere solenne memoria alla millenaria storia europea dei magiari, rievocando nelle sue diverse sezioni i più importanti avvenimenti storici del Paese. Ai due lati della piazza sorgono due monumentali gallerie d’arte: il Szepmuveszeti Muzeum (Museo delle Belle Arti) e il Mucsarnok (Palazzo delle Esposizioni).
All’interno del parco civico da evidenziare il Castello VajdaHunyad, un eccellente complesso architettonico che riassume i diversi stili che hanno condizionato la storia ungherese: Romanico, Gotico, Transitorio, e Rinascimentale-Barocco.
Pranziamo in zona nel locale “Cafè Antique” vicino Piazza degli Eroi. Un locale elegante e riservato, consigliato il Gulash, con meno di 6 Euro viene servita una zuppa con verdure e carne, con un po’ di pane.
Nel pomeriggio ci dirigiamo in zona stazione ferroviaria (Nyugati palyaudvar) per visitare il più grande centro commerciale d’Ungheria nonché dell’Europa Centrale: il West End City Center.
Al suo interno, disposti su tre piani, vengono ospitati oltre 400 negozi, nonché numerosi caffè, ristoranti e Fast-Food, la “scenografia” è dominata da una cascata.

Quarto giorno (3 Gennaio)
Ultimo giorno della nostra permanenza a Budapest, facciamo rientro a Milano, consapevoli di aver visitato una tra le capitali europee che meglio di altre descrivono la storia del nostro Continente, per le diverse influenze che ha avuto questo popolo.
L’esperienza è stata positiva sotto molti punti di vista; il clima ci ha regalato belle giornate adatte alle lunghe passeggiate, ed alle innumerevoli foto, caratteristiche che ci contraddistinguono ormai da anni.
Abbiamo trovato molta disponibilità e cortesia da parte degli abitanti.
Da un punto di vista economico è tra le mete più convenienti di quelle che abbiamo visitato finora; i mezzi pubblici hanno tariffa fissa a 320 Ft (poco più di un euro) con possibilità di fare biglietti integrati giornalieri o di più giorni; Mangiare è molto conveniente, se non si disdegnano i Fast-Food, si riesce a pranzare con 4-5 Euro (1500 Ft), almeno un paio di Euro sotto la media delle stesse catene in Italia.
Dal punto di vista culinario ovviamente è da assaggiare il Gulash, accompagnato magari da un calice di vino locale Tokai.
Per gli amanti dei souvenirs si consigliano i sacchettini di Paprika (dolce o forte), oggetti in porcellana ma anche confezioni di cioccolatini o biscotti locali, davvero ottimi.

In conclusione direi che è una meta da non perdere, sono consigliati almeno 3-4 giorni per visitarla, ed il periodo ideale è la primavera o il periodo invernale tra Natale e Capodanno, dove gli addobbi rendono più magica la città.
(R.)

Hotel consigliato: CEU Residence and Conference Center
Dove mangiare: Cafè Antique
Cose da non perdere: Parlamento; Castello di Budapest; Lungodanubio; Piazza degli Eroi; Basilica di Santo Stefano; Sinagoga
Estate 2011: Maiorca (Spagna)
Maiorca (Spagna)
Periodo: Estate 2011
Durata: 15 Giorni (03-17 Agosto)

E’ arrivata la tanto agognata estate, tempo di mare, sole e soprattutto relax!
Questa volta i due soci “Soliti Noti” e l’amico Luca faranno vacanze separate… Luca dalla sua amata in Iran, Roby rimane affezionato alla Patria andando ai Lidi Ferraresi e io in compagnia dei miei genitori, voliamo verso Maiorca.

Maiorca, isola principale delle Baleari, è caratterizzata da monti e mare, la ricchezza e bellezza delle innumerevoli baie hanno fatto modo che l’Unione Europea assegnasse la “bandiera blu” a numerose spiagge.

Partenza la mattina del 3 Agosto con EasyJet da Malpensa e in circa 1.20h atterriamo a Palma, ci dirigiamo a prendere l’auto in noleggio per l’intera durata della vacanza. Da Palma ci dirigiamo a Cala Figuera, località dove alloggeremo situata nella parte sud-est dell’isola a circa 5Km dalla cittadina di Santanyi.
Cala Figuera è un tranquillo paese di pescatori situato a circa 60Km a sud-est di Palma, si estende su alte scogliere a sud della città e lungo il porto di pesca alla fine di un “fiordo”. La località non offre spiagge turistiche o aree di nuoto facilmente accessibili, ma è molto vicina a splendide baie come Cala Santanyi e Cala Mondragò.
Alloggiamo in un monolocale della struttura “Apartamentos Vista Al Mar”. Qui ci accoglie Toni, il proprietario che possiede anche la struttura “Hostal y Apartamentos Mar Blau” e il mini-market Spar. Ho avuto modo di scrivergli delle mail e fin da subito si è rivelata una persona molto disponibile e gentile, anche una volta arrivati l’ospitalità è stata ottima. L’appartamento era ben tenuto e molto pulito, comprese nel prezzo c’erano anche la biancheria da letto oltre che asciugamani ma soprattutto le pulizie bisettimanali. Un ulteriore dimostrazione di ospitalità è stata quella di aver trovato sul tavolo della cucina una bottiglia di acqua e una di vino locale. Il prezzo poi davvero ottimo, l’appartamento è costato €55 al giorno!
Consiglio vivamente di alloggiare in questa struttura, non ve ne pentirete (www.marblau.eu)

Iniziamo fin da subito a girare alla scoperta dell’isola rimanendo nelle zona centrale, est e sud. Queste zone formano la parte rurale dell’isola, aree prevalentemente agricole e con pianura ricca di frutteti e uliveti, intorno si estendono le colline costellate di villaggi e città. Questa regione resta in gran parte incontaminata, un luogo dove godersi la pace e la tranquillità passeggiando per le campagne.

Tra le cittadine che abbiamo visitato c’è Colonia de Sant Jordì, una località di villeggiatura dove dalla spiaggia la vista spazia su diversi isolotti fino all’isola di Cabrera, da qui infatti è possibile prendere il battello per raggiungere Cabrera (apr-ott tutti i giorni ore 9.30), dal 1991 è un parco nazionale protetto.
Visitiamo la vicina Santanyi, caratterizzata dal colore dorato delle abitazioni, dovuto alla pietra arenaria dorata con la quale sono costruite le abitazioni usata anche per la Cattedrale di Palma. Il monumento più importante è la chiesa parrocchiale di Sant Andrei Apostel (1265) in stile romanico e gotico, ospita al suo interno un enorme organo rococò.

Sempre in queste aree visiteremo anche Porto Colom, Porto Cristo, Artà e Capdepera.

Porto Colom è un villaggio di pescatori molto carino, battezzato così in onore di Cristoforo Colombo che secondo un’ipotesi alquanto fantasiosa, sarebbe nato proprio qui… (ma non era genovese?!?!).
Si trova in una insenatura naturale che conserva l’atmosfera di piccolo porto di pescatori, nelle vicinanze Cala Marçal ha un’ampia spiaggia di sabbia che conduce ad una caletta tra gli scogli. Sempre a Porto Colom, merita una visita (soprattutto per il panorama) il faro.

Porto Cristo è la località nelle immediate vicinanze delle “Coves del Drac”, Grotte del Drago che secondo la leggenda proteggeva l’entrata. Il paese di per sé niente di eccezionale se non solo per l’acquisto di souvenir, per quanto riguarda le grotte… assolutamente stupende!
Sono una delle principali mete turistiche di Maiorca, ci si addentra in un percorso di circa 2Km e termina al Lago Martel (dal nome dello speleologo francese che scoprì le grotte), lago lungo 175m che lo rendono il lago sotterrano più grande d’Europa e tra i maggiori al Mondo. Un’altra caratteristica di questo lago è l’acqua salata e non c’è alcun collegamento diretto con il mare. La cosa spettacolare delle grotte dopo il lungo percorso e quindi una volta arrivati al lago, è che dal buio si accendono improvvisamente le luci che illuminano le limpide acque del lago e ad un tratto si inizia a sentire un suono orchestrale e lentamente si vedono delle luci in lontananza, man mano avvicinarsi… inizia così uno splendido concerto di violini su barca. Inutile dire che vale davvero la pena visitare queste grotte. (€11,50 p.p.)

La cittadina di Artà è caratterizzata dalla chiesa parrocchiale della Transfiguraciò del Senior e la fortezza con il Santuari de Sant Salvador in cima ad una collina (quasi 200 gradini!). Poco distante è la località di Capdepera, dominata dalla più grande fortezza di Maiorca.

Dedichiamo una giornata a visitare il capoluogo delle Baleari.
Palma è caotica, molto sporca, piena di zingari e non offre molto in quanto a monumenti. Visitiamo “La Seu”, la Cattedrale di Palma (XIV sec.) imponente stile gotico, all’interno si estendono tre navate di cui quella centrale è la più ampia e una delle più alte al Mondo, tutti i rosoni sono opera dell’architetto Gaudì.
Sul lato della Cattedrale che dà verso il mare vi è il Parc de la Mar, caratterizzato da un lago sulle cui acque si riflette l’immagine della Cattedrale, inutile descrivere che spettacolo sia la sera.
Ci dirigiamo verso il Castillo de Belveder fu residenza estiva della famiglia reale spagnola a Maiorca. La sua forma ricorda vagamente Castel del Monte nei pressi di Bari.
Come detto da qui si gode una magnifica vista panoramica sul mare e sulla città.
Sempre da Palma, il giorno successivo abbiamo fatto una escursione per andare alla cittadina di Soller.
Prendiamo un trenino elettrico d’epoca del 1912 (€17 p.p. a/r), molto bello costruito interamente in legno, il percorso attraversa le montagne e dura all’incirca 1h, il treno effettua poche fermate e l’ultima prima di arrivare a destinazione è in un punto panoramico dove si ammira dall’alto la cittadina di Soller.
Soller è situata in una valle di aranceti tra monti e il mare caratterizzata da case signorili e residenze degli emigranti di ritorno dalla Francia. La principale attrattiva è la chiesa parrocchiale di Sant Bartomeu e la torre (1912). Vi sono anche il Museo Balear de Ciencas Naturales e il Museu de Soller che raccoglie oggetti antiquari e resti dell’antica città. Si può raggiungere Port de Soller a bordo di tipici tram (€4 p.p. a viaggio), da qui infine è possibile raggiungere col battello sa Calobra, una spiaggia che è un vero incanto della natura.
Decidiamo di prendere il tram e raggiungere Port de Soller, questa piccola località è costruita intorno a un porto naturale a ferro di cavallo, offe diversi ristoranti e bar oltre che negozi di artigianato locale dove poter acquistare oggetti in ceramica e terracotta oltre che vetro ed oggetti in legno di ulivo. E’ il posto ideale per passare una giornata, con lo splendido sfondo delle colline boscose e la vista del mare.

L’ultima tappa escursionistica riguarda Alcudia e Cap de Formentor.

Alcudia è una città cinta da mura, l’ingresso in città avviene attraversando una delle due porte, Puerta de Palma e Puerta de Xara, con una breve passeggiata si dalla bella la Chiesa de Sant Jaume si può raggiungere il piccolo Teatre Romà (Anfiteatro Romano) ricavato nella roccia nel pendio del terreno.
Seguendo le indicazioni (se pur scarse), dopo una strada di montagna piena di curve e tornanti, si arriva a Cap de Formentor. E’ il punto più settentrionale di Maiorca dove è possibile ammirare splendidi scorci: scogliere alte 400m che si gettano in mare su cui nidificano gli uccelli marini. Nei giorni di bel tempo è possibile vedere persino Minorca.

Finita la settimana di escursioni ci dedichiamo alla vita da spiaggia. Come detto Maiorca offre moltissime baie situate maggiormente nella zona sud.
S’Arenal è una località poco distante da Palma, caotica dove è impossibile trovare parcheggio, meta frequentata soprattutto da giovani.

Cala Pi, molto bello il mare e le vedute che si hanno dall’alto ma la spiaggia è davvero piccina e abbastanza affollata.

Colonia de Sant Jordì ha una spiaggia non molto affollata e mare molto bello, si ammira anche l’Isola de Cabrera in lontananza.

Cala Santanyi, insignita dalla Bandiera Blu, si tratta di una caletta incastonata all’interno di una insenatura delimitata da scogliere rocciose. Il mare è turchese intenso e dalle tante sfumature, cristallino e trasparente con fondali sabbiosi. Seguendo le indicazioni è possibile raggiungere Es Pontas, grande scoglio a forma di arco che emerge dal mare.

Cala Mondragò, anch’essa non molto distante da Cala Figuera, è situato all’interno del Parco naturale Cala Mondragò. Qui la natura è incontaminata, posto davvero splendido.

Cala Llombards, bellissima cala e mare caraibico tra Cala Santanyi e Colonia de Sant Jordì.

Cala Esmeralda e Cala d’Or, sono praticamente una a fianco all’altra.
Cala Esmeralda deve il suo nome al colore delle sue acque con sfumature dal verde all’azzurro, cristallino e trasparente con fondali sabbiosi.
Cala d’Or è una tra le più importanti località balneari con locali e ristoranti alla moda. La spiaggia è di sabbia dorata ed acqua blu, entrambe sono meta soprattutto di giovani.

La cucina Maiorchina è rustica e tradizionale con abbondante uso di aglio ed olio d’oliva, molte le specialità tipiche a base di pesce come cernia e triglia di scoglio oltre che polpo.
Molto buone le varie Empanadas, torte salate di pasta sfoglia spesso con ripieno al tonno.
Immancabili ovviamente piatti della cucina tradizionale Spagnola come la Paella, Gazpacho (zuppa fredda, non proprio il massimo).

Ho notato differenza tra i cittadini di Palma e gli altri abitanti dell’isola, soprattutto con quelli del sud. Nella zona sud la popolazione è fantastica, simpaticissima, gentile e molto ospitale a Palma sono un po’ più freddi.

Maiorca merita veramente di essere visitata per una vacanza tranquilla e magari rilassarsi in una delle tante baie, poi per chi è appassionato anche di escursioni a piedi, l’isola è piena zeppa di sentieri pedonali che normalmente seguono la zona costiera.
(S.)

Hotel consigliato: Apartamentos Vista al Mar (www.marblau.eu)
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Cala Figuera; Coves del Drac; Port de Soller; Porto Colom; Cap de Formentor; Varie baie
Giugno 2011: Dublino (Irlanda)
Dublino (Irlanda)
Periodo: Giugno 2011
Durata: 3 Giorni (2-5 Giugno)

Partenza il 2 Giugno alla volta della Capitale della Repubblica d’Irlanda, Dublino. Festeggeremo qui i nostri due compleanni, il giorno 4 Giugno Roby e il giorno 5 Giugno io, giorno che coinciderà con il nostro rientro in Italia. Si parte alle ore 12 (in realtà alle 12.30 causa ritardo) ed arriviamo a Dublino in circa 2.30h e portiamo indietro le lancette dell’orologio di 1h, dato che ci troviamo sul meridiano di Greenwich (GMT). Dall’aeroporto prendiamo l’ottimo servizio bus espresso che collega i Terminal con il centro città in circa 30/40 minuti al modico prezzo di €6 a persona.
N.B.: Se siete in 2 o più persone, consiglio di fare il biglietto “famiglia” per usufruire di uno sconto sul prezzo totale.
La fermata del bus espresso è poco distante dall’hotel in cui alloggeremo, il “My Place Dublin”, un albergo/ostello categoria 2 stelle, sito in un palazzo di stile Georgiano nel centro di Dublino in vicinanze di O’Connel Street e della stazione ferroviaria di Connolly Street. La camera non è proprio il massimo, a differenza di come viene descritta e soprattutto molto diversa dalle foto e anche i bagni non sono il massimo, soprattutto per l’odore di fogna che arriva dalla zona doccia, per ovviare al problema abbiamo preso gli Ambi Pur, detto questo detto tutto…!!! La camera si trova al secondo piano della struttura, sotto tetto, con una sola finestra e bagni ciechi. Esatto bagni… perché WC e doccia erano separati da un muro e quindi in camera vi erano 2 porte (ma buttare giù la parete e creare un unico ambiente…no?!?!) oltretutto non si chiudevano, ci siamo dovuti arrangiare usando il mini cestino del bagno come ferma porta!
In camera non c’erano armadi (lo “pseudo armadio” era una specie di mensola dell’Ikea), nè scrivania nè tanto meno sedie, solo un misero comodino occupato interamente da telefono e lampada da dividere tra i 2 letti. L’unica nota positiva della struttura, oltre alla posizione strategica e i servizi di mezzi di trasporto, riguarda l’ottima accoglienza e disponibilità del personale, ma per tutto il resto descritto anche sopra, certamente è meglio evitare questo albergo/ostello.

Quindi, giusto il tempo di porre i bagagli in questa “favolosa” camera ed iniziamo la nostra avventura alla scoperta della città celtica. Passando per la vicina “Custom House” (1791), il vecchio palazzo degli uffici doganali, ci dirigiamo verso il “Trinity College” (1592), la più rinomata ed antica università irlandese.
Molti personaggi storici hanno studiato proprio in questo college, ad esempio Oscar Wilde. Il college include oltre al complesso principale ed il campus, anche la “Old Library”, che raccoglie migliaia di manoscritti fra cui il “Book of Kells” (800 d.C.), famoso manoscritto che contiene i quattro Vangeli corredato da numerose illustrazioni e miniature riccamente colorate.
Percorriamo poi alcune delle principali vie dello shopping alla ricerca di cartoline e dei primi souvenir come ad esempio Dame Street, per poi dirigerci nel quartiere di “Temple Bar”, il quartiere “trendy”, caratterizzato dai numerosi pub e discoteche molto frequentati la sera.
E’ frequente infatti trovare gente stramazzata a terra per l’eccessiva quantità di alcol che hanno bevuto. In Irlanda il Governo ora sta cercando di contrastare il grave problema dell’alcolismo tra i giovani. Basti pensare che per poter bere bevande alcoliche, bisogna avere compiuto almeno 21 anni.
Ci dirigiamo in O’Connel Street, dove si trova il bellissimo edificio in stile georgiano del “General Post Office” (XIX sec.), sede delle poste irlandesi e poco distante, a centro viale sorge il “The Spire” (2003), gigantesca struttura metallica a forma di ago alta 120 metri ormai divenuta il punto di ritrovo degli abitanti. Questa strada è ricchissima di fast-food e negozi di souvenir, e ceniamo in un fast-food della catena locale “Supermac’s”, che non ha nulla da invidiare ai più famosi fast-food internazionali e dopo una piccola passeggiata per provare a smaltire parte della cena, ci dirigiamo in albergo.

Sveglia alle 8.00 e via verso nuovi posti da vedere, mete principali della giornata saranno la “Guinness Storehouse” ed il “Dublin Castle”, ma prima ci si ferma per una buona colazione! Entriamo al “The Italian Corner” (zona Temple Bar), ristorante italiano dove sicuramente potete gustarvi un ottimo Cappuccino e dei buonissimi croissant, solo a Madrid eravamo riusciti a trovare un “Cappuccio” degno di quel nome!
Finita l’ottima colazione ci dirigiamo verso la “Christ Church Cathedral” (1870), Cattedrale anglicana il cui complesso accosta elementi neogotici e neoromanici. Da qui ci incamminiamo verso la fabbrica della birra irlandese più famosa al mondo, la Guinness. Visitiamo la “Guinness Storehouse” (1759) il cui ingresso costa €16 p.p.
In una teca posta a terra, vi è il manoscritto più importante dell’azienda. All’epoca, il sito della fabbrica era un’area dimessa e venne concesso ad Arthur Guinness un contratto d’affitto pari a £45 all’anno per 9000 anni!
Fu così che ebbe inizio la storia di uno dei più importanti birrifici del mondo.
Vicino a questo importante documento, vi è lo shop, dove si trovano gadget e souvenir vari ovviamente marchiati Guinness, oltre alle lattine e le bottiglie di birra.
Consigliamo, se avete il bagaglio da stiva, di acquistare qui la birra poiché in aeroporto il prezzo è maggiore.
La visita inizia al piano terra dove si viene introdotti ai 4 ingredienti acqua, orzo malto, luppolo e lievito, che vengono combinati per fare una pinta di Guinness, per poi giungere al quinto elemento basilare: Arthur Guinness stesso. Proseguendo la visita attraverso l’edificio, vi è poi una mostra sulla storia della Guinness che comprende alcuni macchinari provenienti dall’antica fabbrica della birra, che servono a spiegare la storia delle tecniche di produzione.
Il settimo piano della Storehouse è occupato dal “The Gravity Bar” dal quale si può godere di una vista a 360 gradi su Dublino. Ad ogni visitatore viene anche offerta una pinta di Guinness. Inutile dire che ne vale la pena!

Tornando verso il centro città, ci fermiamo ad ammirare il “City Hall” (1779), sede del municipio e da qui il vicino castello. “Il Castello” originale di Dublino fu costruito nel 1204, ma la maggior parte fu distrutta da un incendio nell'anno 1684, e oggi è rimasta soltanto una delle quattro torri originali. Il castello di oggi, e gli appartamenti di stato, sono attribuiti al settecento, qui vengono infatti svolti i riti di rappresentanza, non ultimi la Regina Elisabetta II ed il Presidente Barack Obama.

Giunta l’ora di pranzo, ci fermiamo a gustarci un ottimo ed abbondante piatto di “fish & chips” in Suffolk Street. Da qui proseguiamo verso il fiume Liffey ed attraversiamo il “Half Penny Bridge”. Il ponte risale al 1816 e deve il proprio nome al pedaggio di attraversamento che si doveva pagare fino al 1919. I lampioni e l’illuminazione della sua silhouette esile, sono molto suggestivi la sera.
Esausti dalla lunga e praticamente ininterrotta camminata di circa 12 ore, facciamo una piccola spesa e ceniamo con panini imbottiti di prosciutto cotto e formaggio locali, che dire… ottimi!

Il giorno 4 giugno è la giornata caratterizzata dal compleanno del “compare Roberto”.
Come al solito sveglia alle 8.00 e poi in giro ma come sempre con pausa per la colazione, meta principale della giornata sarà St. Patrick’s Cathedral.

Percorriamo tutto il lungofiume del Liffey fino a giungere alla “St. Patrick’s Cathedral” (1191), costruita in onore del santo patrono d'Irlanda, è una delle cattedrali protestanti di Dublino nonchè la più grande. Fu costruita sopra ad un tempio che sorgeva vicino al pozzo dove si pensa che San Patrizio battezzasse i nuovi cristiani. Questo pozzo è ricordato all’inizio della navata sinistra con una lapide.
La Cattedrale è in stile gotico, possiede l'organo più grande d'Irlanda ed è decorata con varie statue e busti. Presenti all'interno anche tombe di personaggi storici Irlandesi ed oggetti di grande rilevanza.
Una tappa imperdibile per chi visita Dublino, vista l'importanza e la bellezza della Cattedrale.

Dato che non vogliamo farci mancare nulla (come al solito), decidiamo di tornare verso il fiume Liffey, ci troviamo di fronte al “Four Courts” (1802), il palazzo di giustizia e poco distante la “Old Jameson Distillery” (1780), vecchia sede del whiskey irlandese, ma senza visitarla. (ingresso €13 p.p.)
Riattraversiamo tutto il centro città fino a raggiungere il “St Stephen’s Green” e Grafton Street. Il “St Stephen’s Green” (1880) è un parco di 9 ettari punto di ritrovo dei dublinesi, poco distante sorge il “Stephen’s Green Shopping Center”, bellissimo centro commerciale in stile vittoriano al cui interno vi sono due piani di negozi di ogni genere oltre a caffetteria e fast-food. Da qui inizia anche la Grafton Street che arriva fino al Trinity College. E’ una lunga via pedonale caratterizzata da negozi vari, e soprattutto da ambulanti che suonano. Pranziamo da “Eddy Rocket”, locale in stile anni ’60, una sorta di “Happy days”, mancava solo Fonzie!
Ottimo il menù che comprendeva mezzo sfilatino, patatine (ottime) e bevanda il tutto a meno di €7.
Prima di arrivare all’ora di cena facciamo un lungo giro della città che ci porta fino al porto, in questo tragitto abbiamo potuto ammirare il “Government Buildings” (1904) vecchio college, ora complesso di edifici attualmente sede degli uffici del Primo ministro e diversi ministeri e poco distante la “National Library of Ireland” (1877). In fine abbiamo potuto ammirare l’avvenieristico stadio di calcio “Aviva Stadium” (conosciuto anche come “Dublin Arena”), inaugurato ad Agosto 2010 ha una capienza di 50.000 posti a sedere. Ospita le partite casalinghe delle nazionali di calcio e rugby Irlandese e recentemente si è disputata la finale di UEFA Europa League 2010-2011. Il particolare tetto in acciaio e vetro lo rende simile a stadi come l’Allianz Arena di Monaco di Baviera.

L’ultima cena in terra Celtica, la trascorriamo a “The Talbot” (Talbot Street), tradizionale pub irlandese dove abbiamo degustato un ottimo “Beef Stew in Guinness Beer”, un ottimo stufato di manzo alla birra servito su un letto di verdure lessate e purea di patate, piatto dal sapore aspro dovuto alla birra ma anche dolce delle verdure.

Il giorno 5 giugno oltre ad essere il mio compleanno, è purtroppo il giorno della partenza, si fa ritorno a Milano lasciando delle giornate soleggiate.

Consigliamo tra i numerosi gadget e souvenir, dolcetti aromatizzati di Irish Coffee, Guinness, ecc. Molto carini sono anche i cd di musica celtica, per chi piace ovviamente. Molto belli anche i gioielli celtici come ad esempio i ciondoli con la croce celtica.

La cosa che mi ha maggiormente colpito è stata la cordialità ed ospitalità degli irlandesi.
La città è abbastanza pulita e per le strade si vedono spesso poliziotti, segno di sicurezza.
Le case sono le classiche villette a schiera in stile inglese, molto carine.
Il cibo, come anticipato nelle righe precedenti è stato davvero ottimo.
Seppur piccola come Capitale, devo dire che mi è piaciuta moltissimo, davvero a misura d’uomo e con un ottimo servizio di trasporti pubblici.
Anche a detta del tassista che ci ha accompagnato in aeroporto, siamo stati molto fortunati per quanto riguarda il clima, abbiamo sempre trovato giornate con sole pieno e temperature gradevoli quando non tirava il vento dal mare.
(S.)

Hotel consigliato: Jurys Inn (www.jurysinns.com)
Dove mangiare: The Talbot; Eddy Rocket; The Italian Corner
Cose da non perdere: Guinness Storehouse; St. Patrick’s Cathedral; Christ Church Cathedral; Half Penny Bridge; Trinity College; St Stephen’s Green
Capodanno 2011: Madrid (Spagna)
Madrid (Spagna)
Periodo: Capodanno 2011
Durata: 3 Giorni (31 Dicembre '10 - 3 Gennaio '11)

I nostri viaggi in terra Iberica proseguono, finalmente decidiamo di festeggiare il Capodanno a Madrid, la Capitale spagnola.
Partiamo da Milano Malpensa con volo Iberia alle 12.00 e in circa 2 ore atterriamo a Madrid Barajas Terminal 4, da qui raggiungeremo comodamente e facilmente l’hotel in circa 15 minuti grazie all’ottimo servizio della metropolitana.
L’hotel è il Pullman Madrid Airport & Feria, è un categoria 4 stelle ed è situato strategicamente tra Fiera ed aeroporto, in zona tranquilla. La struttura è elegante, molto ben curata, pulita e con wi-fi e postazioni Internet gratuite, il personale è molto cortese e disponibile. La camera è molto spaziosa, ordinata e completa di tutti gli accessori da bagno (accappatoio e pantofole comprese), letti comodi ed enormi.

Purtroppo, arrivando nel pomeriggio del 31 Dicembre, troviamo tutti i monumenti chiusi, decidiamo comunque di esplorare la città in attesa dei festeggiamenti a mezzanotte in piazza a Puerta del Sol; cogliamo l’occasione per fotografare i monumenti e i palazzi che nel centro storico sono numerosi, e con il Sole che inizia a lasciare il posto alla Luna si produce una bella atmosfera che riusciamo ad immortalare egregiamente.
La città ci colpisce subito per l’ottima organizzazione dei mezzi di trasporto, la Capitale è ottimamente servita da 12 linee metropolitane oltre i mezzi di superficie.
Le linee metropolitane di Madrid sono pulite, efficienti, economiche e capillari, tanto da arrivare anche a tutti e 4 i Terminal dell’aeroporto. Il biglietto singolo costa €1 (il biglietto da/per l’aeroporto ha una sovrattassa pertanto costa €2) mentre l’abbonamento da 10 viaggi costa €7.
La linea metropolitana di Madrid fu inaugurata nel 1919 ed è la terza al Mondo per estensione (318 stazioni).
Questa volta oltre alle nostre gambe sfrutteremo a pieno il servizio delle metropolitane per girovagare per la città. Decidiamo di dirigerci verso la “casa” del Real Madrid ossia lo Stadio Santiago Bernabeu, rimasto nel cuore di ogni interista dopo la vittoria della Coppa dei Campioni, che proprio qui ha visto in finale Inter e Bayern Monaco.
Purtroppo la visita allo Stadio era sospesa perché c’era un evento molto importante e molto sentito tra la popolazione la San Silvestre, la corsa che si tiene ogni anno nel centro di Madrid.
Eravamo circondati da migliaia di persone in tenuta da jogging (quelli più “normali”) e pettorine… I partecipanti erano migliaia ed erano presenti anche diverse televisioni spagnole a filmare l’evento in diretta, la particolarità è che ci si imbatte molto spesso (anzi spessissimo) con personaggi conciati nei modi più disparati, tanto che sembra più Carnevale che San Silvestro!
Dopo questa simpatica e divertente manifestazione, ci dirigiamo verso il centro vedendo e fotografando il Palazzo Reale e la Cattedrale, davvero spettacolari soprattutto di sera quando sono illuminati sono molto suggestivi.
Si avvicina mezzanotte e ci dirigiamo verso Puerta del Sol, la grande piazza, di inconsueta forma allungata, dove si celebra il Capodanno.
E’ dominata dal Palazzo delle Poste (1760), l’originario ed immenso ufficio postale ora sede del Governo Regionale, caratterizzato dal celeberrimo orologio che scandisce le fasi più importanti della vita di Madrid (Reloj de Puerta del Sol - 1866). All’esterno dello stabile , un simbolo sul terreno segna il “Km 0”, considerato il centro dell’estesa rete stradale spagnola. Quasi al centro della piazza sorge una statua bronzea raffigurante il simbolo cittadino, un orso che annusa una pianta.

Curiosità: Per festeggiare il nuovo anno, la tradizione vuole che si debbano mangiare 12 chicchi di uva, un acino per ognuno dei 12 rintocchi (campanadas, cioè un rintocco ogni 3 secondi), tutto questo POR LA BUENA SUERTE!

Arrivati in piazza siamo letteralmente trasportati dalla folla, gente che continuava a spingere, uva da ogni parte e delirio generale. Scatta finalmente la mezzanotte e… delusione totale!
Ci aspettavamo grossi festeggiamenti con tanto di fuochi pirotecnici e invece “nada”! Solo la sfera che scende dalla torre dell’orologio del Palazzo delle Poste, che fa suonare la campana e si illumina la scritta “Feliz 2011”… finita così la festa!
Dopo aver lottato a spintoni per guadagnarci l’uscita da Puerta del Sol, ci dirigiamo tristemente in hotel.

Dedichiamo anche il primo giorno del nuovo anno a girovagare per la città facendo i turisti-fotografi, dato che è tutto chiuso.

Il giorno 2 Gennaio purtroppo è l’unico giorno a disposizione per poter visitare i monumenti, ma purtroppo una giornata non è abbastanza per vedere tutto, quindi bisogna scegliere. La mattina decidiamo di fare il tour dello Stadio Santiago Bernabeu, l’ingresso costa €16 ma per gli appassionati di calcio direi che ne vale davvero la pena. Si inizia a salire fino l’ultimo anello e quindi ammirare il panorama dello Stadio dall’alto, poi si scende e si visita il museo del Real Madrid.
E’ enorme, è praticamente grande quasi quanto lo stadio e raccoglie tutti i trofei del gruppo sportivo del Real Madrid, quindi non solo il calcio, ma anche i trofei del tennis, basket… L’area dedicata al calcio è ovviamente la più grande e raccoglie tutti i trofei vinti dalla squadra, i vari “Pallone d’Oro” e “Fifa World Player” come ad esempio Di Stefano, Cristiano Ronaldo, Kakà e il grande Luis Figo. Inoltre è anche possibile fare un fotomontaggio con un calciatore o con l’allenatore… Ovviamente non potevo non fare la foto con il grandissimo allenatore Josè Mourinho, neo allenatore dei “Blancos”, ma che sarà sempre e comunque neroazzurro per la grandiosa e storica TRIPLETE, grazie dei TITULI MISTER !!!
Va bhè lasciamo stare i sentimenti calcistici e torniamo al tour dello stadio che è meglio!
Dopo la visita del museo si ha l’occasione di andare a bordo campo, sedersi nella zona VIP e poi anche nella panchina. Ci si dirige verso l’uscita, ma prima si passa per gli spogliatoi (niente di che a dire il vero), la sala stampa ed il negozio del club.
Dopo pranzo decidiamo di dirigerci verso il centro, visitando Plaza Mayor, prima di andare al Palazzo Reale e alla adiacente Cattedrale.
Plaza Mayor è una bellissima piazza del ‘600 ed insieme a Puerta del Sol, è il centro della “Vecchia Madrid”.
La piazza è rettangolare e caratterizzata da porticati dove si affacciano caffè, ristoranti e negozi di souvenir.
La bellezza della piazza è senza dubbio la Casa de la Panaderia (panificio), la cui facciata è decorata da dipinti allegorici.
Il sontuoso Palazzo Reale fu costruito a seguito dell’incendio della fortezza moresca (1734), la costruzione durò dal 1738 al 1764, qui la famiglia reale vi risiedette fino al 1931.
La Cattedrale (Catedral de la Almudena) presenta una facciata neogotica grigio-bianca simile al Palazzo Reale, è di epoca abbastanza recente, fu iniziata nel 1879 ma terminata solo nel 1993.
Purtroppo, una volta arrivati davanti al piazzale del Palazzo Reale, scopriamo che erano chiusi nel pomeriggio… ASSURDO!

Ci armiamo di buona pazienza e ci dirigiamo verso il Templo de Debod, che è situato su una collina non molto distante da Palazzo Reale e Placa de España (piazza con monumento a Don Chisciotte). Il tempio fu donato dall’Egitto alla Spagna nel 1968 come ringraziamento per l’aiuto a salvare i templi egizi di Nubia e Abu Simbel dall’allagamento dovuto alla costruzione della diga di Assuan. La posizione strategica permette una ottima panoramica della città oltre che una splendida vista del Palazzo Reale e della Cattedrale, consiglio di visitarlo nelle ore del tramonto.
Proseguiamo dirigendoci verso il Museo del Prado ed il Museo Reina Sofia, ma senza entrarvi poiché era già tardi e l’indomani mattina presto avevamo il volo che ci avrebbe riportato a Milano.

Il Museo del Prado è una delle pinacoteche più importanti del mondo e racchiude numerose opere di artisti come ad esempio Rubens, Velázquez e Rembrandt. Il museo si presenta come un edificio imponente e con un frontone che incorpora il rilevo dell’attico, di fronte all’ingresso si trova la statua di Velázquez.
L’ingresso costa €8 ma si ha anche la possibilità di visite gratuite (Mar./ Sab.: 18-20; Dom.: 17-20).

Il Museo Reina Sofia era un Ospedale settecentesco, convertito poi a museo di arte contemporanea tra gli anni ’80-’90 e raccogliendo opere dall’inizio del ‘900.
La principale attrattiva del museo è certamente l’opera di Pablo Picasso “Guernica”, realizzata dopo il bombardamento aereo della città omonima durante la guerra civile spagnola (1936-1939).
Il museo inoltre raccoglie opere di importanti artisti quali Dalì e Mirò.
L’ingresso costa €6 ma si ha anche la possibilità di visite gratuite (Sab.: 14.30-21; Dom.: 10-14.30).

Non molto distante dai due musei, ci dirigiamo a vedere la Stazione di Atocha (1890 c.a.). La stazione ferroviaria è in vetro e ferro battuto e caratterizzata da un colore rossastro, al suo interno vi è un bellissimo giardino tropicale.

Madrid viene descritta come la “città dai mille volti” in quanto caratterizzata dalla varietà dei diversi stili architettonici dal Barocco al Neoclassico ma anche dalle ultime costruzioni molto moderne.
La città è molto trafficata ma abbastanza pulita, l’ospitalità e la cortesia la fanno da padrona. Noi purtroppo non abbiamo avuto abbastanza giorni per poter visitare tutto, quindi sicuramente ci torneremo.
Per quello che abbiamo potuto vedere, la città è molto carina, molto diversa da Barcellona.
(S.&R.)

Hotel consigliato: Hotel Pullman Madrid Airport & Feria ****
Dove mangiare: Cafè Faborit
Cose da non perdere: Palazzo Reale, Cattedrale, Plaza Mayor
Estate 2010: Malta
Malta
Periodo: Estate 2010
Durata: 15 Giorni (7-21 Agosto)

Quest’estate partiamo alla volta di Malta, meta già visitata da Simone 3 anni fa, mentre per me è la prima volta. Malta è un luogo che mi è stato descritto positivamente da molti e che è sempre stato fra le mete che mi sarebbe piaciuto visitare.

L’isola di Malta è un arcipelago al centro del Mediterraneo, a circa 90Km a sud della costa Siciliana. Il panorama è caratterizzato da colline basse con campi terrazzati e numerose baie. Malta, oltre ad offrire splendide baie, è ricca di cultura. Offre templi megalitici, città fortificate e diversi altri monumenti.
L’isola è tra quelle che hanno ricevuto più influenze straniere, a partire dall’idioma Maltese che è un mix di più lingue, dal turco, all’arabo, ed ovviamente all’inglese e all’italiano (ma anche dialetto siciliano).
Per i forti legami con la Gran Bretagna (ex Colonia Britannica), a Malta si parla Inglese e molti giovani vengono proprio a Malta per approfondire la lingua. A Malta è sovente trovare gente che parla Italiano (fu parte del Regno d’Italia fino al 1936), anche per la vicinanza alle coste italiane. A Malta la corrente è 230V-50Hz e le prese elettriche sono UK, è obbligatorio quindi l’adattatore.

Atterriamo all’aeroporto della Capitale (a circa 10Km da Valletta) nel pomeriggio del 7 Agosto con volo EasyJet.
La prima impressione fuori dall’aerostazione è quella di un caldo notevole, tipico dell’estate a queste latitudini. L’isola è però anche esposta a venti che rendono più sopportabile il caldo.
Dall’aeroporto giungiamo in auto all’hotel in località Xmixija, nella baia di St. Paul.
Il noleggio dell’auto è il modo migliore per poter effettuare escursioni in giro per l’isola, in quanto in alternativa l’unico mezzo di trasporto è l’autobus, che è certamente un’attrazione turistica per via della singolare carrozzeria, ma in alta stagione sono spesso affollati e non è sempre possibile raggiungere tutte le mete, soprattutto quelle lontane dai centri abitati.

Si ricorda che la guida è a sinistra, come in Inghilterra, pertanto per la gran parte dei turisti inizialmente può risultare poco comodo, ma ci si riesce ad abituare presto. Si consiglia di fare attenzione alla guida dei locali, che non sempre è disciplinata, inoltre il manto stradale lascia spesso a desiderare, si consiglia pertanto di mantenere una velocità limitata, data anche la presenza di numerosi autovelox!

Per godersi appieno l’isola, e al tempo stesso potersi rilassare meritatamente dopo un anno di lavoro, abbiamo scelto di alternare una giornata di escursione ad una di spiaggia, in questo modo non ci si stanca eccessivamente. Il paesaggio non è molto pianeggiante, e le escursioni a piedi, obbligano spesso a lunghi tratti assolati e a salite più o meno scoscese, pertanto si consiglia di effettuarle la mattina, alternando anche pause, magari sostando nei numerosi negozi di souvenir presenti nelle città.

Hotel Porto Azzurro sito a St Paul’s Bay, situato in posizione “strategica”, è molto comodo per raggiungere le più rinomate spiagge e località principali (5 minuti da Ghajn Tuffieha Bay, Golden Bay; circa 10 minuti da Mellieha e Bugibba; circa 30 minuti da Valletta), comodo per la fermata del bus a pochi metri di distanza. La località non offre molto, la baia è praticamente un porticciolo e anche se l’acqua è comunque limpida, la balneazione è vietata. La località inoltre non offre granché come intrattenimento, ma nelle vicinanze le località di Bugibba e Qwara sono certamente più consone a passeggiate serali, con locali con musica dal vivo oltreché negozi di souvenir e luoghi di ristoro, attrazioni per qualsiasi età, adatte anche a famiglie. Per trovare divertimenti come pub e soprattutto discoteche bisogna recarsi a Paceville e St. Julian’s che si possono definire le Rimini e Riccione maltesi
L’hotel è un categoria 3 stelle… anche se a dire il vero si meriterebbe una o due categorie in meno, l’unica nota positiva dell’hotel riguarda il personale che risulta essere davvero molto gentile, cordiale e disponibile, per il resto si denota scarsità di pulizia un po’ ovunque. Le camere non sono eccezionali, forse poco adatte a famiglie ma sufficienti per giovani senza molte pretese e che non debbano soggiornarvi a lungo.

Il primo giorno di escursione non poteva che prevedere la visita alla capitale La Valletta, di particolare evidenza la St. John's Co-Cathedral (con le stupende opere del Caravaggio), un ottimo punto panoramico sono i Giardini Barrakka (sui bastioni della città) dove si può ammirare un’ampia vista del Grand Harbor e le Tre Città.
Fuori la cinta muraria di Valletta è consigliata una visita al mercato (ogni domenica mattina) che risulta essere il più grande dell’isola.
Le Tre Città sono situate a sud di Valletta, sono le città fortificate di Vittoriosa, Cospicua e Senglea, qui si godono splendidi panorami della Capitale in diverse angolazioni.

Il secondo giorno di escursione lo dedichiamo alle città di Mdina e Rabat.
Mdina è la vecchia Capitale di Malta, è una tipica città medievale situata su di un colle al centro dell’isola. La città fortificata mantiene tutt’oggi tutte le caratteristiche del tempo, conservata in ottime condizioni, il suo punto strategico offre bellissime vedute dell’isola. Molto bella da visitare la Cattedrale di St. Paul e i vicoli della cittadina.
Rabat è situata poco al di fuori delle mura di Mdina ed è decisamente meno affascinate. Qui di interessante c’è la Chiesa di St. Paul (1691) nei cui sotterranei si trova una grotta dove, secondo la leggenda, San Paolo vi trovò rifugio e vi abitò per 3 mesi.
Se si sta cercando qualcosa di tipicamente maltese, il posto migliore dove recarsi è il Tà Qali Crafts Village. Questo posto è situato tra Mosta e Mdina, si tratta di una ex base aerea adibita ora a villaggio di artigiani. Il posto è abbastanza grande ed ospita molte botteghe e laboratori artigiani, soprattutto per lavorazione di vetro, pizzi, ceramica e gioielli. Oltre comunque ad essere un posto caratteristico, è ottimo soprattutto per acquistare souvenir e prodotti locali a cifre irrisorie e soprattutto di ottima qualità, dato che vengono prodotte direttamente sul posto. Se vi capita di essere qui nell’ora di pranzo, potete mangiare nel cafè-ristorante piatti abbondanti e squisiti ad ottimo prezzo.

Nel terzo giorno di escursione visitiamo l’isola di Gozo, l’isola si raggiunge comodamente in traghetto in circa 30 minuti ad un costo davvero irrisorio (€15 auto + autista; €4 passeggero).
Pur non essendo molto grande, l’isola offre molte cose da vedere quindi è consigliabile partire la mattina e dedicare l’intera giornata a scoprire le sue meraviglie.
Prima di addentrarci alla scoperta dell’isola, ci siamo avventurati alla ricerca dell’Azure Window, purtroppo le indicazioni per raggiungerla sono praticamente inesistenti, ed anche le cartine non sono molto di aiuto. Dopo diversi giri, strade di campagna, strade sterrate etc. siamo finalmente riusciti ad arrivare all’Azure Window (ndr. seguire indicazioni per Dwejra).
Il percorso è tutt’altro che facile, le condizioni del manto stradale lasciano come sempre a desiderare oltre che la strada risulta stretta e soprattutto ricca di tornanti e discese/salite che superano anche il 10%. Una volta arrivati però ci si trova davanti ad un vero e proprio spettacolo della natura, un immenso arco di pietra formatosi da avvenimenti geologici di secoli fa.
L’isola di Gozo risulta un meta imperdibile con la suggestiva città di Vittoria e la Cittadella. Anche qui è consigliata una visita al Crafts Village locale (molto più piccolo dell’altro) oltre alla Calipso Cave e la vicina Ramla Bay (la spiaggia più bella dell’isola), caratterizzata da sabbia rossa e la sua grandezza. La grotta non è niente di che, ma il panorama che si ammira è davvero favoloso.

Al quarto giorno di escursione ci dirigiamo in località di Marsaxlokk, un villaggio di pescatori molto pittoresco dove le barche locali (chiamate Luzu), caratterizzate da colori vivaci, la fanno da padrona. Qui la domenica mattina c’è un vastissimo mercato di prodotti tipici (per lo più miele e confetture), nonché ovviamente le bancarelle di pesce fresco, con diverse specialità ittiche. Consigliamo vivamente di mangiare in uno dei ristoranti sul lungomare, cucina tipica a base di pesce a prezzi davvero modici. Situato a qualche chilometro da Marsaxlokk, vi è il Blue Grotto (ndr. nei pressi di Zurrieq). Questa grotta, raggiungibile solo tramite barca, è molto famosa per la trasparenza delle sue acque e per i colori brillanti delle rocce nelle grotte.

Oltre alle escursioni sopra citate, direi che non può mancare una visita al Popeye Village (Anchor Bay), situato non molto lontano da Mellieha. La sua visita è a pagamento ma è comunque visibile nella sua completezza da un’altura opposta al pendio su cui è adagiato.
Consigliamo anche una visita alla città di Mosta, caratterizzata dalla Chiesa di Santa Maria, detta “La Rotunda”, nomignolo dovuto alla sua caratteristica forma circolare.
A qualche chilometro di distanza si raggiungono i Dingli Cliffs, una scogliera con maestosi strapiombi sul mare e un paesaggio da cartolina.

Fino ad ora abbiamo descritto Malta dal punto di vista delle escursioni, ma non poteva mancare ovviamente anche la vita da spiaggia!
La migliore in assoluto rimane la Ghajn Tuffieha, una delle spiagge più pittoresche dell’isola, colpisce per la sua sabbia color ruggine e l’acqua cristallina.
Poco distante la Golden Bay molto rinomata, sabbia chiara ma l’acqua non molto pulita.
La Mellieha Bay e Ghadira, probabilmente la più grande dell’isola, ed anche la più affollata.
Spiaggia ampia con sabbia chiara e acqua piuttosto pulita e cristallina, le sue acque calme la rendono ideale anche per i bambini.
Paradise Bay, è una piccola baia non molto lontano da Cirkewwa, località dove si prende il traghetto per Gozo. Spiaggia piuttosto piccola e molto affollata, ma acqua davvero stupenda.

Per quanto riguarda invece le specialità culinarie, sono soprattutto a base di coniglio, agnello e soprattutto pesce.
Molti piatti sono chiaramente di origine italiana o inglese, basti pensare ad esempio a Ravioli alla Maltese, ripieni di ottima ricotta di capra e serviti con ottima salsa di pomodoro, aceto balsamico e qualche scaglia di ricotta stagionata. Oppure gli Spaghetti con ragù di coniglio, Stufato di coniglio e i Bragioli polpette o filetti ripieni di carne, capperi uova e pane cotti a fuoco lento nel vino rosso ed accompagnati spesso da riso.
Prodotti ittici invece sono la Lampuka (un tipo di sarda) oltre che Orate, Pesce Spada, Calamari, etc.
Davvero molto buono il formaggio locale o di Gozo, oltre a svariate varietà di marmellate e miele e il particolare sciroppo di carrube, le cui caratteristiche lo rendono un ottimo rimedio anche per mal di gola e problemi bronchiali.
Prodotti dolciari invece sono i Quabbajt il tipico torrone maltese, aromatizzato con mandorle o nocciole;
Qaghaq tal-Ghasel gli anelli al miele, sono anelli di pasta di tutte le dimensioni, farciti con melassa nera, marmellata d'arance, scorza d'arancia grattugiata, spezie e miele.

Riassumendo brevemente la nostra esperienza nell’arcipelago maltese, la gente è molto ospitale e cordiale, ma alla guida sono dei pazzi allucinati!
A Malta si guida al così detto modo “all’inglese”, in 15gg di vacanza abbiamo percorso circa 700Km girando in lungo e in largo Malta e Gozo. Come detto, le condizioni del manto stradale non sono delle migliori, le strade spesso sono rattoppate alla “bene meglio” e quasi tutte con asfalto liscio e talvolta si incappa in indicazioni stradali non molto chiare. A Malta bisogna stare molto attenti ai limiti di velocità, l’isola è piena di autovelox e le pattuglie di polizia sono spessissimo in giro, in ogni caso le condizioni stradali non consentono velocità esorbitanti, normalmente si viaggia a 60Km/h e in alcune strade principali è consentito viaggiare a 70Km/h. Questa volta i periodi di vacanza non sono stati gli stessi, per me è termina il 17 Agosto, mentre per Simone la permanenza si è protratta sino al 21.
Consigliamo di visitare per un soggiorno a Malta di almeno una decina di giorni; come detto, consigliata l’automobile per gli spostamenti sull’isola.
(R.&S.)

Hotel consigliato: Barcelò Riviera Resort (Mellieha) – Hotel Preluna (Sliema)
Dove mangiare: Rons (Marsaxxlok)
Cose da non perdere: Valletta; Gozo; Mdina; Le Tre Città; Marsaxxlok; Tà Qali Crafts Village
Estate 2009: Valencia (Spagna)
Valencia (Spagna)
Periodo: Estate 2009
Durata: 8 Giorni (14-21 Agosto)

Questa estate ci siamo diretti a Valencia, città molto amata da Simone.
Siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio con la RyanAir e in poco meno di 2 ore siamo arrivati a Valencia. Dall’aeroporto locale, prendendo un taxi, ci dirigiamo all’hotel Express by Holiday Inn Valencia Bonaire situato a pochi chilometri di distanza dall’aeroporto e a due passi da un grande centro commerciale.
L’hotel è situato come detto in zona commerciale e non molto distante dall’aeroporto, a circa 45 minuti di autobus dal centro città (fermata poco distante dalla struttura). La camera è molto semplice ma molto pulita come del resto tutta la struttura, ottima la colazione a buffet e staff dell’albergo molto disponibile e cordiale.
A Valencia c’è molto da vedere dal punto di vista architettonico e culturale, per quanto riguarda il relax si può godere delle meravigliose spiagge della città e non poco lontano della città la Riserva Naturale dell’Albufera.

Dall’hotel raggiungiamo comodamente il centro città con l’autobus in circa 45 minuti (€1,20 a tratta) con fermata poco distante da Plaza de Toros y Estacion del Norte (1921), la splendida Stazione Ferroviaria, che merita davvero di essere visitata. Sempre in questa piazza, oltre la Stazione, c’è l’Arena, anch’essa davvero molto bella e maestosa. E’ possibile visitare l’interno dell’Arena assolutamente gratis entrando dal museo che si trova in una galleria poco distante.
Poco distante si raggiunge una delle principali piazze del centro, Plaza de l’Ayuntamento, una piazza davvero molto grande al cui centro regna una magnifica fontana che di sera si illumina di vari colori. Sulla piazza si affacciano palazzi in stile barocco e due edifici molto importanti, l’Edificio de l’Ayuntamento (sede del Comune) e l’Edificio de Correos (palazzo delle Poste).

La piazza principale e più importante della città è senza alcun dubbio Plaza de la Reina su cui si affaccia la Cattedrale.
Si narra che all’interno della Cattedrale sia custodito il Sacro Graal, purtroppo non abbiamo potuto constatarlo.
La Cattedrale rispecchia diversi stili, infatti su Plaza de la Reina il portale è barocco, su Plaza de la Virgen la porta è romanica, mentre la torre campanaria è gotica. Dalla cima della torre campanaria si può scorgere un panorama di tutta la città.

Poco distante dalla Cattedrale vi è la Lonja de la Seda (la Borsa della Seta). E’ un edificio gotico che fu destinato alle contrattazioni mercantili, monumento simbolo del potere e del prestigio di Valencia nel “secolo d’oro valenciano” (XV sec.), è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità UNESCO. Poco distante vi è il Mercado Central (1925 c.a) il vecchio mercato rionale coperto, il cui interno ricorda vagamente la Bouqueria di Barcellona, la cui facciata di fine anni ’20 risalta la sua bellezza.

Seguendo il corso del vecchio fiume Turia, si incappa nelle Torri de Serranos, le antiche porte della città, purtroppo ultimo simbolo delle vecchie mura cittadine, ma ancora in ottimo stato.

Sempre in zona centrale non molto distante dalla Stazione, vi è il Mercado de Colon (1910 c.a), la cui facciata e stile ricorda forse più una stazione, ma in realtà è un vecchio mercato rionale coperto, trasformato oggi in una sorta di Centro Commerciale, al cui piano superiore sono presenti alcuni bar e al piano inferiore vi sono una pescheria, una macelleria e una specie di drogheria, oltre la libreria dell’immancabile “El Corte Ingles”.

Non potevamo di certo mancare una visita alla Ciudad de las Ciencias y Artes, un modernissimo complesso opera di un famoso architetto locale. Il complesso è stato creato nel letto dell’ex fiume Turia, il cui corso alla fine degli anni ‘50 venne deviato lungo un corso alternativo, lontano dalla città; il vecchio letto asciutto venne convertito in un parco (Jardin del Turia) che attraversa la città.
La Ciudad de las Ciencias y Artes sembra galleggiare tra immense vasche d’acqua, è un complesso architettonico composto da cinque differenti strutture suddivise all'interno di tre aree tematiche: arte, scienza e natura.
L’Hemisferic: Un edificio dalla curiosa forma ad occhio umano al cui interno si trova un cinema ed un planetario.
Il Palau de les Artes Reina Sofía: un enorme teatro dalla struttura ad elmo.
L’Umbracle: Un lungo viale con palme e fiori dove concedersi un meritato relax.
Il Museo de las Ciencias Príncipe Felipe: Ricorda la colonna vertebrale di una balena e costituito da 4 piani dedicati interamente alla scienza.
L’Oceanografic: Uno dei più grandi acquari europei, anch’esso dalla struttura moderna costituito da un corpo centrale da cui a raggiera si suddividono i vari ambienti marini.
L’Agora (in costruzione): Ovviamente non poteva non essere una struttura ultra moderna, del quale purtroppo non sappiamo cosa ospiterà al suo interno.

Decidiamo di visitare l’Oceanografic (€21 scontato) e ci rendiamo subito conto di quanto sia maestoso. L’area dedicata al Mediterraneo raccoglie tutte le specie ittiche del “Mare Nostrum”.
L’ambiente Tropicale racchiude pesci coloratissimi; quello Artico è caratterizzato dai chiassosissimi ma bellissimi Beluga e Trichechi; l’Antartico raccoglie una colonia di velocissimi Pinguini; l’Oceano è dominato da Squali, Tartarughe e Razze e vi è un tunnel sottomarino in vetro. E’ davvero emozionante poter alzare la testa e vedere che ti sta passando sopra uno Squalo o una Razza. Oltre agl’ambienti emersi, vi sono anche vasche con Otarie, Leoni marini, Fenicotteri, Pellicani e in una enorme voliera che rappresenta gli ambienti Umidi regnano sovrani i Trampolieri ed altre specie di volatili.
All’interno dell’Oceanografic, oltre ad un ristorante Self-service, vi è un costoso ristorante sottomarino le cui pareti sono immensi acquari.

Oltre a goderci il meraviglioso lato architettonico e culturale della città, decidiamo di goderci anche un po di sole, spiaggia e mare, altrimenti che vacanze estive sarebbero?!?!
Le spiagge sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Risultano davvero molto ampie e lunghe, il lungomare è caratterizzato da ristoranti e un po’ più avanti qualche bancarella stile mercato. Poco distante dalle spiagge vi è il porticciolo dove nel 2007 fu tenuta la 32^ edizione dell’ America’s Cup vinta poi dal team Alinghi. Vi sono ancora gli stand dove vi erano i vari equipaggi e relative barche, abbiamo potuto così vedere gli stand di Alinghi, Luna Rossa ed Oracle.
Sempre nella zona del porticciolo, dal 2008 si tiene il Gran Premio d’Europa di F1. Il circuito è cittadino e la settimana prima del GP, iniziano i preparativi per la creazione del circuito.
Fortunatamente nel periodo in cui siamo stati a Valencia, abbiamo potuto “calpestare” il circuito mentre era in preparazione, è stato davvero emozionante, peccato non aver visto le vetture.

Simo, quale appassionato di Valencia e tifoso della squadra più importante della città, non poteva non visitare il grandioso Stadio Mestalla (Ex Stadio Luis Casanova) dove il mitico Valencia C.F. disputa le sue partite casalinghe.
Lo stadio fu costruito nel 1923, ospita 53.000 persone e se pur affettivamente bello, purtroppo i segni della vecchiaia si vedono benissimo, infatti tra qualche anno dovrebbe andare finalmente “in pensione” poiché si sta costruendo il nuovo Stadio (Nou Mestalla) che avrà una capienza di 75.000 posti.

Ovviamente dal punto di vista enogastronomico, non potevamo di certo non mangiare la Paella Valenciana e non bere la Sangria. Ma ovviamente abbiamo anche sperimentato altri piatti poco conosciuti o addirittura per nulla conosciuti.
Abbiamo anche potuto assaggiare la bevanda più famosa di Valencia, vale a dire l'Horchata in una delle più antiche Horchaterie della città, la Horchateria Chocolateria de Santa Catalina, non molto distante da Plaza de la Reina, che da oltre un secolo serve questa particolare, dissetante e deliziosa bevanda. Attenzione però, l’Horchata non ha niente a che vedere con quella che in Italia chiamiamo orzata! Solitamente viene accompagnata da Fartons, biscotti tipici di forma allungata.

La vacanza se pur breve è stata all’insegna del divertimento, della cultura e del relax. Abbiamo potuto vedere la città in lungo e in largo come al solito facendo lunghe e sane passeggiate in modo da poter godere a pieno di tutto ciò che Valencia offriva, gli unici mezzi presi sono stati per raggiungere il centro, le spiagge e ovviamente tornare in hotel.
Simone, visitò Valencia 9 anni fa appena un giorno ma rimase talmente colpito dalla città che se ne innamorò. Quest’anno ha potuto visitarla meglio e ne è rimasto innamorato più di allora.
(S.)

Hotel consigliato: Hotel Express by Holiday Inn Valencia Bonaire ***
Dove mangiare: Horchateria Chocolateria de Santa Catalina
Cose da non perdere: Plaza de Toros y Estacion del Norte; Plaza de la Reina; Ciudad de las Ciencias y Artes; Spiagge
Capodanno 2009: Amsterdam (Olanda)
Amsterdam (Olanda)
Periodo: Capodanno 2009
Durata: 5 Giorni (02-06 Gennaio)

Quest’anno, organizzandoci più tardi del solito, decidiamo per un’altra capitale europea, mancante nel nostro bagaglio dei “Soliti Noti”, ovvero Amsterdam, in Olanda.
Il volo è con la compagnia di bandiera del Regno, ovvero KLM, partenza da Malpensa la sera del 2 gennaio con arrivo alle ore 22.45 all’aeroporto Schipol. Il volo del rientro è alle ore 7.25 il giorno 6.
Preparati psicologicamente ad un freddo piuttosto rigido, constatiamo positivamente che la città non si presenta poi molto più fredda di Milano in quei giorni. Raggiungiamo l’Hotel Artemis 4*, sito a circa 2Km dall’aeroporto, in Taxi. La zona dell’hotel è periferica, in un’area moderna di uffici e residenze per studenti; è servita da un Tram (linea 2, ndr) per raggiungere il centro città e, scoperto poi, di un comodo servizio di autobus da e verso l’aeroporto (linea 195, senz’altro più conveniente del taxi…).
L’hotel è di categoria elevata, pertanto è inutile evidenziare le qualità della camera e dei servizi. L’unica segnalazione riguarda gli extra, che spesso esclusi dall’offerta iniziali possono far lievitare la spesa finale del soggiorno (es. colazione non inclusa e consumo dal minibar in camera).
Il centro città dista dall’hotel circa 2Km e in tram si raggiunge il cuore della città in meno di 15 minuti.
La città di Amsterdam nasce dalla foce del fiume Amstel; attorno ad esso sono stati realizzati diversi canali semicircolari di raggio sempre maggiore con strade e canali che li intersecano e numerosi ponti che permettono di girare la città comodamente a piedi o in bicicletta, anche grazie al notevole sistema di piste ciclabili. Nelle arterie principali l’efficiente servizio di tram permette di raggiungere tutti i punti della città.
L’architettura degli edifici residenziali nel centro storico è forse la caratteristica più interessante della città, oltre alla visita dei ponti più importanti da un punto di vista storico.
La regolarità e la conformità del tracciato urbano assieme all’omogeneità di stile degli edifici e dei canali, rendono Amsterdam un po’ scomoda per l’orientamento, si consiglia a chi la visita per la prima volta di munirsi di cartina e di attenzione per non rischiare di girare più volte gli stessi luoghi...
Il giorno 3 lo dedichiamo esclusivamente alla visita a piedi della città. Il tempo per fortuna è stato clemente con noi per l’intera vacanza, solo un vento gelido è riuscito talvolta a farci “riparare” all’interno dei centri commerciali che non mancano nelle numerose vie dello shopping.
Un’attrazione senz’altro da non perdere è la visita al mercato dei fiori; è aperto tutti i giorni e si vendono ogni sorta di piante e semenze, provenienti da tutto il mondo. Alcune bancarelle sembrano proprio delle serre a cielo aperto, visivamente molto gradevoli, che abbiamo apprezzato nonostante la stagione invernale.
Da segnalare anche il museo di Anna Franck e la fabbrica della birra Heineken.
Di aspetti negativi questa città, per i nostri gusti, ne ha diversi, infatti Amsterdam non rientra certamente tra le città più belle che abbiamo visitato. Non è difficile imbattersi ad esempio nel quartiere a luci rosse, anche “per errore”; la sporcizia e il degrado in quest’area la fa da padrona, risultando anche pericoloso aggirarsi in quella zona di sera o da soli. Un’altra caratteristica poco gradevole è l’assoluta libertà di fumare in pubblico la Marijuana che rende fumatori passivi chi semplicemente passeggia per il centro...
Da un punto di vista culinario Amsterdam non offre particolari specialità locali, a parte il formaggio Gouda. Per pranzare si consigliano i piccoli e accoglienti locali in centro, e non mancano le pizzerie e i locali di specialità italiane per gli amanti della cucina nostrana.
(R.)

Hotel consigliato: Hotel Artemis
Dove mangiare: Il Tramezzino (gestito da italiani)
Cose da non perdere: Architettura degli edifici nel centro storico; Ponti principali; mercato dei fiori
Estate 2008: Cipro
Cipro
Periodo: Estate 2008
Durata: 15 Giorni (09-23 Agosto)

Dopo una attesa durata circa 3 anni, finalmente riusciamo ad organizzare (con largo anticipo questa volta) la vacanza a Cipro, questa volta saremo accompagnati per una settimana dalla nostra cara amica Barbarina.
Partiamo il giorno 9 Agosto da Milano Malpensa con la compagnia ceca Czech Air alla volta di Larnaca (via Praga), dove arriveremo nel tardo pomeriggio dopo un volo di circa 5 ore.
Giunti a Larnaka prendiamo un taxi per dirigerci all’Hotel San Remo, dove alloggeremo per l’intera vacanza.
L’hotel è categoria 2 stelle, stanze carine con possibilità di “vista” mare, ottimo per la vicinanza al centro città (15 min.) e l’aeroporto (10 min.).
Come si sa l’isola è divisa in due Stati, Repubblica di Cipro e Territorio Occupato Turco dal 1974.
La storia dell’isola è molto lunga e travagliata, molte sono state le dominazioni e le culture passate in questa isola, si passa dalla occupazione Ottomana, Colonia Britannica ed infine influenza greca ed occupazione turca.
Nel 1974 la Turchia, usando come pretesto il colpo di stato, invase militarmente l’isola ed occupò il 37% del territorio della Repubblica di Cipro, provocando lo sfollamento di greco-ciprioti dalla parte nord dell’isola. Nonostante una condanna alla Turchia da parte della comunità internazionale, le truppe turche occupano ancora oggi, illegalmente la parte nord di Cipro non facente parte della Comunità Europea, a differenza della Repubblica di Cipro riconosciuta a tutti gli effetti.

Quest’anno abbiamo voluto noleggiare l’auto per 10 giorni in modo da godere appieno dei luoghi di maggior rilievo, percorrendo circa 1600Km, visitando le principali città e luoghi di interesse specialmente nella Repubblica di Cipro. Di seguito vogliamo descrivere le principali cose da vedere nelle varie città visitate.

LARNAKA e Lefkara
Larnaka è una cittadina medio-grande situata a sud della omonima baia, situata nella Repubblica di Cipro quindi in territorio greco-cipriota, a sud dell’isola.
Qui oltre il lungomare, è interessante visitare la Moschea di Hala Sultan Tekkesi, situata sulle sponde del lago salato che nel periodo estivo è una grossa distesa di sale, ma da ottobre il lago si riempie non solo di acqua, ma anche di vita, infatti vi fanno ritorno uccelli migratori.
Nei pressi di Larnaka consigliamo di visitare la cittadina di Choirokoitia ed il suo sito archeologico che è patrimonio culturale dell’umanità da parte dell’ UNESCO.
Il villaggio di Lefkara, caratteristico e grazioso villaggio noto per i suoi pizzi e produzioni di argenteria. Si narra che Leonardo Da Vinci venne in questo villaggio per trovare prezioso ricamo che donò al Duomo di Milano. Ancora oggi a Lefkara esiste un centro tavola chiamato “Da Vinci” perché ricorda quegli antichi ricami ed ancora oggi sull’altare del Duomo di Milano è presente un “centro altare” prodotto a Lefkara.
Il Convento di Agios Minas risalente al XV secolo è un monastero in stile bizantino e gotico, qui le monache vendono i loro prodotti come ad esempio miele e marmellate.

PAFOS, “Baths of Aphrodite” e “Petra tou Romiou”
L’intera città è stata dichiarata patrimonio culturale dell’umanità da parte dell’UNESCO. Particolarmente interessante il porto in stile veneziano, in buona parte ancora in ottime condizioni, ed il parco archeologico di Kato Pafos, con al suo interno siti e monumenti in prevalenza di epoca romana. I meravigliosi pavimenti a mosaico delle quattro ville romane costituiscono la maggiore attrattiva del parco, sono ancora ben conservati.
A circa 50Km a nord di Pafos, vi è la Baia chiamata “Baths of Aphrodite”, la cui leggenda narra che qui era solita fare il bagno la Dea Afrodit, la spiaggia è di ciottoli ma la spettacolarità del mare e del fondale toglie il fiato.
Molto interessante dal punto di vista panoramico è Petra tou Romiou, il luogo dove si narra nacque la Dea Afrodite, molto spettacolare e soprattutto sensazionale al tramonto.

AGIA NAPA, “Nissi Beach” e “Capo Greko”
Questa cittadina a sud-est dell’isola, è la località più frequentata dai giovani, ricca infatti di pub e divertimenti ma offre davvero poco dal punto di vista culturale e architettonico, è interessante visitare il Monastero.
A pochi chilometri di distanza dalla cittadina vi è la molto pubblicizzata e frequentata Nissi Beach, molto bella nelle cartoline quanto deludente dal vivo.
Non molto distante dalla cittadina, consigliamo una interessante escursione naturalistica a Capo Greko, dove poter ammirare panorami fantastici ed incappare in antiche grotte.

NICOSIA
Come detto Cipro è divisa in due Stati, a sua volta la Capitale, è divisa tra le due realtà dell’isola. Se pur le due comunità negli ultimi anni si sono avvicinate molto, il confine è protetto da filospinato e controllato da entrambi gli eserciti ma supervisionato da Esercito Britannico ed ONU.Facile incontrare in tutta l’isola auto e mezzi dell’ONU.
Nicosia è la parte dove si denotano maggiormente le differenze tra le due realtà dell’isola. Nella parte greca della città è interessante la Ledra Str. una sorta di via dello shopping che conduce fino al Check Point, la porta tra le due “facce” di Nicosia.
Molto bello visitare l’osservatorio situato all'11esimo piano dello Shakolas Tower, dove poter vedere la città a 360° e si può ammirare il famoso punto dove sono state “disegnate” la bandiera Turca affiancata dalla bandiera Turco-cipriota sui monti a nord di Nicosia.
Nella parte turca della città è interessante visitare l’ex chiesa ortodossa convertita a Moschea di St. Sofia.

LIMASSOL e “Governor’s Beach”
La seconda città dell’isola per grandezza e con il più importante porto commerciale, infatti dal lungomare è facile vedere grosse navi mercantili ma il mare è molto pulito e bello, molto bella da visitare la chiesa di Agia Napa.
A qualche chilometro di distanza consigliamo di andare alla Governor’s Beach, meravigliosa spiaggia con sabbia nera. Rimarrete colpiti dal contrasto tra il nero della sabbia e il bianco delle rocce bianche del gesso.

FAMAGOSTA
La città più importante situata nella parte occupata turca.
Molto carina la città vecchia ancora fortificata e molto caratteristica, interessante visitare la moschea.
Non si può mancare la visita alla spiaggia situata a pochissimi chilometri, la più bella di tutta l’isola, con la sua acqua cristallina e caldissima, la sua sabbia chiara e molto fine. Un paradiso che ricorda molto le fantastiche spiagge tropicali.

Come sempre abbiamo sperimentato la cucina locale che è un misto tra le due culture dell’isola, infatti si possono gustare piatti come Moussaka, Kebab, Souvlaki e carne in Pita.
Da gennaio anche a Cipro è entrato in vigore la moneta unica europea, l’Euro ma nella parte turca si usa la Lira Turca pur comunque accettando pagamenti in Euro.
I prezzi sono abbastanza elevati, ma girando ed avendo un pochino di pazienza a confrontare i prezzi, si riesce a trovare qualcosa a buon mercato o comunque a prezzi abbastanza ragionevoli.
La gente in entrambe le parti è davvero molto ospitale e gentilissima, non si ha alcun problema con la lingua inglese, qui la parlano molto bene in quanto ex colonia britannica.
Consigliamo vivamente il noleggio dell’auto in modo da dover essere indipendenti.

Questa vacanza ce la ricorderemo a lungo per i luoghi visitati, le persone conosciute, il mare cristallino davvero invidiabile e soprattutto per aver sperimentato per la prima volta la guida “sul lato sbagliato della strada”, a Cipro si guida al così detto modo “all’Inglese” ossia a sinistra. All’inizio si ha un po’ di “panico” soprattutto quando affronti una rotonda (a Cipro è pieno di rotonde!), oppure quando si deve dare la precedenza o devi superare, esattamente tutto al contrario rispetto a noi, ma dopo poche ore ci si abitua, tanto che appena tornato in Italia mi sembrava quasi assurdo guidare in modo così detto “normale” da quanto mi ero abituato! La cosa buona è che comunque in 10 giorni guidando a sinistra non abbiamo fatto danni!

Questa è stata anche la prima vacanza che abbiamo passato in tre, ci siamo trovati davvero molto bene insieme e soprattutto ci siamo divertiti, speriamo si possa ripetere magari allargando sempre di più il gruppo.
(S.)

Hotel consigliato: Hotel San Remo (Larnaka); Cyprus Villages (Tochni – Larnaka); Hylatio (Pissouri – Limassol)
Dove mangiare: Cyprus Villages (Tochni – Larnaka); Ammos (Pissouri – Limassol); The DOT. (Limassol); The Pelican (Pafos)
Cose da non perdere: Nicosia; Pafos; Larnaka; Lefkara; Famagosta; Governor’s Beach; Baths of Aphrodite
Giugno 2008: Budapest (Ungheria)
Budapest (Ungheria)
Periodo: Giugno 2008
Durata: 4 Giorni (06-09 Giugno)

Simone dei “Soliti noti” in compagnia del caro collega nonchè amico Luca di “Daniele & Luca Entertaintment”, già compagni di viaggio in quel di Malta, si preparano alla partenza verso la Capitale Magiara.

Dopo una lunga ed interminabile giornata lavorativa e soprattutto parecchio piovosa, ci avviamo verso l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, sotto una pioggia quasi “monsonica”, partiremo con la compagnia lowcost Wizz Air.
Il volo parte con circa 2 ore di ritardo, probabilmente a causa delle condizioni meteorologiche e giungiamo a Budapest alle 1.30 chiamiamo un taxi e ci dirigiamo in albergo, situato a circa 4 Km dal centro città.

L’Hotel Carmen Panzio è un categoria 3 stelle, a mio modesto parere è molto più vicino ad un categoria 1 stella e sono ancora troppo gentile…
Apprezzata l’ottima disponibilità dello staff e la possibilità di acquisire informazioni e poter acquistare la “Budapest Card” presso la struttura, ottimo anche dal punto di vista della location, l’hotel è sito in zona tranquilla e ben servito da mezzi pubblici.
La pulizia ha lasciato un po’ a desiderare, non tanto per la stanza quanto per corridoi e scale, la moquette sembrava non venisse pulita da mesi, inoltre la doccia della nostra camera perdeva, allagando il pavimento del bagno.

Iniziamo l’avventura nella Capitale Magiara visitando la Basilica di Santo Stefano in stile barocco-neoclassico.
E’ una Basilica a navata unica e dalla pianta a forma di croce greca, la sua imponenza domina la piazza, al suo interno domina il colore rosso sui vari marmi e nelle colonne delle pareti. Da qui ci siamo diretti nella parte est de Danubio (parte di Pest): Si può infatti affermare che la città sia divisa in due parti dal fiume, sul lato ovest è possibile ammirare i monumenti della parte di Buda che visiteremo nel giorno seguente mentre oggi andiamo a riscoprire tutto quello che offre la sponda est. Dirigendoci a nord est rispetto a Santo Stefano, troviamo il Teatro Lirico Nazionale magiaro (Magyar Allami Operhaz) con la sua facciata in stile neoclassico.
Torniamo indietro alla Dèak tèr ossia la piazza a cui siamo approdati uscendo dalla metropolitana dove ammiriamo il Lutheranus Templom (Tempio Luterano), edificio in stile neoclassico opera di Mihàly Pollack del 1799-1808 con facciata del 1856. Proseguendo verso sud imbocchiamo la Vaci Utca, splendida isola pedonale ricca di negozi di souvenir nonché di moda e intrattenimento vario, raggiungendo così il Belvarosi Templom, parrocchiale costruita la prima volta in forme romaniche, rimaneggiata in stile gotico e trasformata in moschea dai turchi ed infine barocchizzata nel XVIII secolo. L’interno si presenta a navata unica in stile barocco nella parte iniziale e gotico in quella terminale.
Abbiamo sfruttato una delle tante convenzioni che avevamo con la “Budapest Card”, pranzando al ristorante “Karpatia Etterem es Sorozo”, si servono specialità ungheresi ed internazionali in ambiente storico di più di 130 anni. I piatti da noi sperimentati sono i seguenti: Tripe “Pörkölt”: Classico stufato di trippa ungherese con patate
Karpatia “Retes”: Varianti di Strudel fatti in casa con amarene, mele e semi di papavero su crema alla cannella

Proseguendo nella parte sud raggiungiamo L’Egyetemi Templom ossia la chiesa dell’università, considerata uno dei monumenti barocchi più significativi della città. La facciata è ornata da due torri laterali, mentre l’interno racchiude arredi in stile rococò riccamente intagliati come il pulpito.
Nella strada parallela verso l’entroterra si trova Nemzeti Museum, primo museo Nazionale ungherese costruito in forme neoclassiche nel 1802 e arricchito dalle sculture nel timpano aggiunte successivamente. Il museo è dedicato alla storia nazionale per cui raccoglie reperti storici dall’età paleolitica alla conquista magiara.
Tornando verso il Danubio, poco prima di attraversare il Ponte delle catene sulla sinistra è possibile ammirare un’enorme struttura denominata Kozgazdasag tudomanil Egyetem il cui tetto risulta decorato con l’effetto mosaico tipico delle costruzioni slave presenti nell’attuale Croazia. Tale struttura ospita e ricopre interamente i mercati rionali..

Il Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd), il primo ponte eretto sul Danubio risalente al 1841-49, simbolo di Budapest.
E’ sorretto nel mezzo da due piloni gemelli, strutturati a mo’ di archi di trionfo, che reggono le catene fissate sul piano stradale. Alla sinistra del ponte si può ammirare il Palazzo Reale in tutta la sua maestosità.

Il Ponte Elisabetta (Erzsébet hid), dopo i bombardamenti tedeschi del 1945 che lo resero inutilizzabile fu ricostruito nel 1964 sui piloni del vecchio ponte inaugurato nel 1903, è un punto di riferimento preciso sul lungofiume e percorrendolo ci si imbatte in panorami mozzafiato del Danubio. Dirigendosi verso Buda alla destra del ponte si ammira l’imponenza del Palazzo Reale, mentre alla sinistra si può ammirare la collina dove vi è la Cittadella e il monumento alla libertà.

Programmando la visita alla Cittadella, lungo il percorso sulla collina era stata organizzata una manifestazione al quanto spericolata di “Ciclo Cross”, chiudendo qualsiasi stradina che portasse in cima alla collina della Cittadella. La passeggiata ci è stata ulteriormente rovinata da un acquazzone improvviso ed imponente, tanto che siamo dovuti tornare in albergo bagnati dalla punta dei capelli fino alle scarpe, pur avendo avuto gli ombrelli. La Cittadella, una fortezza che fu eretta dagli austriaci negli anni 1850-51 per ottenere il controllo militare della città, oggi offre magnifici panorami.
Qui vi si trova anche il Monumento alla Libertà, una statua in bronzo alta 14 metri eretta nel 1947, che rappresenta una donna con una foglia di palma tra le mani.

Il giorno seguente ci siamo diretti verso la collina dove sorge il comprensorio del Castello Reale, con il Palazzo Reale, la Chiesa di Mattia e il Bastione dei Pescatori, rendendoci la vita facile utilizzando la funicolare.

La Chiesa di Mattia sorge al centro della piazza che conduce al Bastione dei Pescatori, eretta negli anni 1255-69, parzialmente ricostruita in stile neogotico nel 1896. Le facciate hanno bellissimi portali, l’interno a tre navate ha preziose vetrate, affreschi e decorazioni.

Il Bastione dei Pescatori è un complesso in stile neoromanico eretto nel 1905, costituito da sette torrette, una duplice scalinata e balaustre, è una sorta di “belvedere” per le magnifiche viste sul Danubio, il Parlamento e la parte di Pest.

Il Parlamento, parallelo al corso del Danubio, fu costruito negl’anni 1885-1904, di ispirazione neogotica, ricco di torri e ornato nella facciata principale da un gruppo di statue. Al Parlamento vi sono anche gli alloggi del Presidente della Repubblica e gli uffici del Primo Ministro. Molto suggestivo l’edificio illuminato quando è sera, lo si può ammirare in tutta la sua maestosità dalla sponda del fiume lato Buda.

Quasi di fronte al Parlamento nella parte di Buda, proprio ai piedi del colle su cui sorge il Palazzo Reale di cui sopra, si erge il Tempio Calvinista, in stile gotico, con alternarsi di sfumature rossicce, si presenta come una struttura di dimensioni ridotte in larghezza, ma con un tentativo ad uno slancio in altezza evidenziato dagli archi rampanti ai lati e dalla torre campanaria sormontata da una cuspide appuntita.

Poco più avanti sullo stesso lato troviamo la chiesa barocco-neoclassica di Sant’Anna, la cui facciata presenta due torri sormontate da capitelli boemi, ma ciò che più colpisce è la struttura interna a navata unica con una copertura a botte riccamente affrescata nella parte iniziale.

Abbiamo pranzato al ristorante “Matyas Pince Etterem”, accoglie i suoi ospiti dal 1904 al centro della città, con genuini sapori ungheresi. Qui abbiamo voluto gustare i seguenti piatti:
Filetti di Luccioperca del Lago Balaton alla griglia con salsa di funghi alla crema, verdure stufate e patate al prezzemolo.
Spezzatino di Vitello all’ungherese con gnocchi di panino lardati alla Hegyhat.
Millefoglie misto della casa: Strudel della casa con mele, amarene e gelato alla vaniglia.

Abbiamo voluto visitare la “Budapest by night” perché se già ci aveva positivamente stupito dalla sua bellezza diurna, volevamo rimanere meravigliati per non dire rimanere a bocca aperta dalla bellezza notturna della città. Abbiamo così voluto visitare Piazza degli Eroi e Castello Vajdahunyad e devo dire che effettivamente ci ha lasciato il segno.
Piazza degli Eroi è la piazza più grande della città e nel suo spazio comprende Palazzo delle Esposizioni, il Museo delle Belle Arti e al centro Il Monumento del Millennio eretto nel 1896 per solennizzare il millenario della conquista della patria da parte delle tribù magiare. Il monumento consta di una colonna di 36metri alla cui sommità vi è una statua bronzea dell’arcangelo Gabriele.
Il Castello Vajdahunyad, eretto nel 1896, è sito su di un isolotto al centro del parco civico. Spettacolare l’atmosfera e le sensazioni che ti lascia questo castello soprattutto di sera, quando è illuminato.

Che dire, forse 3 giorni saranno stati pochi, soprattutto perché il tempo ha stravolto i nostri programmi, ma possiamo dire di aver visitato gran parte della città e devo dire che ci tornerei perché è una città stupenda. Avevo qualche dubbio sull’ospitalità delle persone, ma mi sono dovuto ricredere, la gente è davvero molto ospitale e simpatica.
L’Ungheria fa parte da qualche anno della Comunità Europea, quindi non è necessario il passaporto. Non c’è ancora l’Euro (non so se siano fortunati o meno), il cambio è favorevole (€ 1 = Ft 250) e tutto sommato si compra abbastanza bene.
Prodotti locali sono oltre al famoso Salame Ungherese, anche la Paprika ed oggetti artigianali in legno.
E per concludere si può dire che abbiamo avuto molto appetito, cioè sempre voglia di mangiare e di “magiare”.
(S.&L.)

Hotel consigliato:
Dove mangiare: Karpatia Etterem es Sorozo; Matyas Pince Etterem
Cose da non perdere: Basilica di Santo Stefano; Castello Reale, Bastione dei Pescatori; Piazza degli Eroi; Castello Vajdahunyad; Cittadella
Capodanno 2008: Monaco di Baviera (Germania)
Monaco di Baviera (Germania)
Periodo: Capodanno 2008
Durata: 5 Giorni (29 Dicembre – 02 Gennaio)

Dopo molte ed attente valutazioni in “camera di consiglio dei Soliti Noti”, la meta scelta per questo Capodanno è stata Monaco di Baviera con partenza sabato 29 dicembre e rientro martedì 2 gennaio.
Si parte con la compagnia Swiss da Malpensa nel pomeriggio (ore 16) e con scalo Zurigo, qui ci attende il volo Lufthansa diretto a Monaco, dove giungiamo verso le ore 20. Fortunatamente questa volta il tempo è clemente e non ci sono problemi metereologici. Scesi dall'aereo a Monaco ci rendiamo conto che la temperatura è di qualche grado più bassa rispetto a Milano (per la verità eravamo già preparati per questo sbalzo, quindi non è stato così traumatico).
L'hotel B&B München Neue Messe è un categoria 3 stelle, si trova a pochi minuti dalla stazione di Riem, nella periferia orientale di Monaco (zona urbana 1). L'hotel si presenta decisamente all'avanguardia: l'accesso nell'edificio avviene nelle ore notturne tramite codice personale, lo stesso per accedere alla camera (quindi niente chiavi). La stanza è confortevole, l'unico punto a suo sfavore sono le dimensioni un po' ristrette, decisamente poco adatte per una doppia. Le note positive sono la pulizia e il servizio di accesso gratuito a internet tramite rete wireless. Decisamente troppo costosa è la colazione €6,50 per persona (per fortuna non è obbligatoria). In meno di un quarto d'ora di treno si può raggiungere il centro città, ovvero Marienplatz, la piazza più famosa e popolare di Monaco. Qui si può ammirare la bella vista del Neu Rathaus (Nuovo Municipio) con le sue belle guglie in stile neogotico. La facciata è caratterizzata da sculture che raccontano storie e leggende bavaresi. E’ dominato da un alto campanile e del suo fantastico carillon. Da Marienplatz inizia il viale caratteristico che porta verso Karlplatz. La zona del centro storico offre diversi spunti per passeggiate e shopping; le zone più interessanti dal punto di vista turistico sono in centro o accessibili comodamente con la metropolitana. Mete interessanti sono l'Hofgarten il giardino reale, gli Englisher Garten un polmone verde e foreste nel cuore della città, al suo interno vi si trova una pagoda cinese e un bellissimo lago. Un po' più fuori dal centro, ma non meno interessanti, sono il castello di Nymphenburg la residenza estiva dei regnanti di Baviera, l’Oliympia Zentrum è un complesso di edifici sportivi immersi in una immensa area verde sorti in occasione delle XX Olimpiadi. E’ dominato dall’alta torre della televisione (290m) dove si può gustare un meraviglioso panorama. Non molto distante la fabbrica e sede avveniristica della nota casa automobilistica BMW.

Per gli amanti dello shopping senza limiti di prezzi, la Maximilianstrasse è la strada più elegante nonché lussuosa di Monaco, da noi soprannominata la “Via Montenapoleone” di Monaco. Qui infatti vi sono boutique delle più grandi firme della moda e gioiellerie. Altra cosa davvero interessante è la Hofbräuhaus che oltre ad essere la più famosa birreria di Monaco, è anche un tipico ristorante locale caratterizzato da lunghe panchine di legno, decorazioni in stile bavarese, cameriere vestite in abiti tradizionali e musica tipica bavarese che rendono questo luogo molto particolare e senz'altro anche un luogo di interesse storico e folcloristico (ottimo anche nel prezzo). Questi i piatti “sperimentati” da noi e credeteci che sono davvero tutti ottimi:
“Safiges Bierkutschergulash”: gustoso gulasch in salsa di birra con carne di maiale, cavolo cappuccio (Verza) e Canederli di pane.
“Zwei Stück Original Münchner HB-Weißwürste”: Un paio di wurstel di vitello originali della Hofbräuhaus con pane salato a treccia.
“Abgebräunte Miltzwurst”: Wurstel scuro di milza con insalata di patate fatta in casa.

Molti i negozi di souvenir, dove poter acquistare prodotti tipici in legno ma soprattutto la famosa porcellana bavarese.

Monaco se pur il centro storico non è molto grande, è una città molto bella, con uno stile che ricorda molto Vienna e Praga. E’ una città ricca di verde, parchi e laghi che sicuramente in periodo primaverile ed estivo esprimono tutta la loro bellezza. La gente è davvero ospitale e molto tranquilla anche in orario notturno si può tranquillamente passeggiare senza alcun problema. Il fatto di aver visto la città innevata e ancora addobbata, ha dato quel tocco in più di magia natalizia.
(R.&S.)

Hotel consigliato: Hotel B&B München Neue Messe ***
Dove mangiare: Hofbräuhaus
Cose da non perdere: Marienplatz, Hofgarten, Englisher Garten, Castello di Nymphenburg, Oliympia Zentrum
Estate 2007: Malta
Malta
Periodo: Agosto 2007
Durata: 15 Giorni (05/08 – 19/08)

Finalmente è arrivata la tanto desiderata estate e come nuova meta per le vacanze si partirà alla volta di Malta.
Chi mi accompagnerà in questo nuovo viaggio sarà il mio collega Luca B. e il suo amico Daniele, unendo l’esperienza dei “Soliti noti” (Simo) e della “Daniele & Luca Entertainment”, in una sorta di partnership che chissà non si possa ripetere anche nei prossimi viaggi.
Si parte per Malta da Milano Malpensa con la compagnia di bandiera Maltese, Air Malta. Dopo circa due ore si atterra al piccolo aeroporto internazionale maltese, a qualche chilometro dalla Capitale Valletta. Qui ci attende il pulmino che ci condurrà in hotel, situato nella località Bugibba a Nord-Ovest dell’isola.
Il Bugibba Holiday Complex è un hotel di categoria 3 stelle diviso in due edifici. Le camere sono allestite in modo normale, ma purtroppo abbiamo avuto la sfortuna di averle entrambe sul lato della strada ed in più una di esse era a piano terreno, con il “balcone” che confinava con il marciapiede. La colazione e la cena erano abbondanti e i piatti molto buoni, il personale è molto cordiale e disponibile. Nel complesso direi che comunque non è stato male.
A Malta si parla Maltese (lingua ufficiale e a dir poco incomprensibile) ed Inglese, ma molte persone capiscono e parlano anche Italiano. L’arcipelago Maltese è composto da tre isole, Malta che è l’isola principale, Comino che è una piccola isola disabitata ed infine Gozo, la seconda isola più grande dell’arcipelago. Il cambio Lira Maltese - Euro purtroppo non è a nostro favore (€ 1 = Lm 0,43), ma dal 1° Gennaio 2008 anche a Malta entrerà in vigore la moneta unica europea. Anche se, come detto il cambio non è a nostro favore, la vita a Malta costa veramente poco, basti pensare che 500ml di birra locale, costa mediamente Lm 0,80 (circa € 2).
Iniziamo a girare l’arcipelago maltese con l’auto che abbiamo noleggiato, alternando un giorno di escursione a un giorno di spiaggia, ovviamente girando nelle varie baie. Visitiamo così Valletta, città fortificata e Capitale di Stato. Qui tra le tante cose da vedere vi è la Cattedrale con l’oratorio di San Giovanni, dove al suo interno vi sono molte opere tra cui due dipinti del Caravaggio. Vi sono anche molti punti panoramici da cui si possono vedere anche le Tre Città (Senglea, Vittoriosa, Cospicua).

Muovendosi verso Sud-Ovest, raggiungiamo la Golden Bay e successivamente la Ghajna Tuffieha Bay. La prima è molto rinomata, con la sua sabbia dorata, la seconda è spettacolare e selvaggia, nascosta da pareti vertiginose di roccia rossa e la sua sabbia quasi color ruggine, vi conquisterà come ha conquistato noi.

Facendo l’escursione in barca nell’isola di Comino, si raggiunge la Blue Lagoon, una insenatura che separa l’isola di Comino dallo scoglio di Cominotto, ha un mare azzurro come il cielo tanto che la si potrebbe soprannominare la piscina degli Dèi.

Nei pressi della città di Mellieha vi è il villaggio del famoso marinaio dei cartoons Popeye, tutto in legno, costruito nel 1980 come scenografia del film “Popeye” (con l’allora poco famoso Robin Wiliams) con regia di Robert Altman. Oggi trasformato in una sorte di parco divertimenti.

Nell’entroterra sud-ovest non si può fare a meno di visitare Rabat con la chiesa barocca di St. Paul e le caratteristiche catacombe di Sant’Agatha, e soprattutto Mdina, piccolo centro cittadino fortificato costruito su una collina il cui ingresso principale è costituito da una monumentale porta ad arco preceduta da un ponte levatoio subito dopo il quale è possibile ammirare il palazzo Vilhena con il relativo cortile antistante e più avanti, percorrendo una delle vie medievali, la cattedrale sempre dedicata a St. Paul in stile barocco-neoclassico con il museo annesso. Giungendo all’estremità delle mura cittadine è possibile affacciarsi come su una terrazza la cui vista panoramica risulta spettacolare grazie all’immensa distesa verde nella quale si individuano i monumenti più insigni delle cittadine circonvicine.

La parte sud-est invece è consigliata agli appassionati di archeologia o di speleologia per la presenza di ruderi della preistoria di cui i templi di Hagar Qim e di Mnaijdra sono una degna rappresentanza.
Trattasi di costruzioni realizzate da blocchi di pietra levigata sovrapposti l’uno sull’altro tanto da formare travi e pilastri rudimentali dando vita così ad un’autentica costruzione. Proseguendo verso sud è d’obbligo una sosta lungo la costa, prima di arrivare a Zurrieq, per scattare una foto artistica dall’alto alla baia della Blue Grotto (grotta blu) raggiungibile anche tramite barca. Come si suol dire “the show must go on” quindi dirigiamoci ancora più a sud verso Birzebbuga, una località sul mare famosa per la grotta naturale di Gard Halam, risalente al periodo Neozoico, dove sono stati rinvenuti resti umani ma anche di animali piuttosto curiosi tipo elefanti, orsi, ippopotami e cervi tutti nani. Risalendo nella parte nord-est consigliamo come piccola tappa Mrsaxlokk giusto per ammirare il suo pittoresco porticciolo accentuato dai colori delle barche dei pescatori, mentre poi è opportuno fermarsi a Paola per visitarne la parrocchiale neoclassica. Dopo aver superato Valletta, addentrandoci nell’entroterra centrale, giungiamo a Mosta, piccola località da visitare per la parrocchiale St. Mary, chiesa a pianta circolare nel centro cittadino detta la Rotunda e con la Chapel de La Speranza situata più in periferia. E’ consigliabile una visita il giorno di Ferragosto, tradizione immancabile e molto sentita dai maltesi, in quanto è possibile ammirare un’intera città in festa in piena allegria con i carri di tipo carnascialesco dai colori vivaci e specialità locali da assaggiare.

L’isola di Gozo, raggiungibile tramite traghetto a una cifra irrisoria, è conosciuta come l’isola della Ninfa Calypso dove, secondo l’Odissea, Ulisse rimase suo “prigioniero” per volere degli Dèi in attesa di tornare ad Itaca al termine della guerra di Troia. La grotta di Calypso si presenta in modo molto differente rispetto a quanto scritto da Omero, tuttavia essendo posta su un’altura è possibile godere da essa di una spettacolare vista su una splendida baia, considerata la migliore spiaggia dell’isolotto. Il lato artistico culturale trova la sua maggiore espressione nella cittadella fortificata di Victoria cinta da alte mura e sita su un colle, con la Cattedrale barocca e il museo storico accanto all’ingresso principale. Il centro cittadino è ricco di ristoranti tipici dove si possono assaporare piatti freddi di cucina locale a base di formaggi e affettati accompagnati da vini rossi o cocktail trattati. Altro spettacolo naturale da non perdere, è costituito dalla Azur Window (finestra azzurra sul mare) ossia una roccia lungo la costa scogliera con un’apertura centrale tanto da sembrare una autentica porta-finestra che dà accesso al mare. I piatti locali, grazie alle influenze italiane e orientali, risultano abbondanti e soprattutto buonissimi.

Nel complesso possiamo dire che è stata una vacanza splendida sia dal punto di visa della compagnia che dai posti visitati e dalle persone incontrate, i Maltesi infatti sono molto ospitali. Consiglio Malta perchè c’è molto da vedere dal punto di vista artistico-culturale, le spiagge sono bellissime e il mare è splendido, ma la consiglio anche per chi vuole fare delle vacanze senza spendere grosse cifre.
(S.&L.)

Hotel consigliato: Bugibba Holiday Complex ***
Dove mangiare: The Grape’s Wine Bar (Victoria – Isola di Gozo)
Cose da non perdere: Valletta, Mdina, Victoria, Isola di Gozo, Blue Lagoon, Ghajna Tuffieha Bay, Popeye’s Village
Aprile 2007: Berlino (Germania)
Berlino, Germania
Periodo: Aprile 2007
Durata: 5 Giorni (27 Aprile/1 Maggio '07)

Come al solito il giorno del tanto atteso viaggio è arrivato. Si parte la sera del 27 Aprile da Malpensa con la compagnia Low-cost EasyJet, la durata del volo è di circa 1.30h.
Arriviamo all’aeroporto di Berlino Schoenefeld e ci dirigiamo subito in hotel che dista 1Km circa, come programmato passeremo la serata in hotel per poi, come al nostro solito, goderci la città in ogni sua parte nei giorni seguenti.
L’hotel è l’Holiday Inn Berlin-Schoenefeld Airport, categoria 4*, a circa 30 min. di treno dal centro città. La stanza era non molto grande ma carina e pulita. L’hotel poi offriva il bus navetta fino alla stazione ferroviaria e/o aeroporto (e viceversa) con partenza ogni 20 min. e totalmente gratuito.
Il primo giorno decidiamo di fare il “One day ticket” alla modica cifra di €6, questo biglietto è molto conveniente perché permette di utilizzare tutti i mezzi di superficie (treno incluso) e metropolitana per l’intera durata della giornata, ogni parte della città e ben servito dai mezzi pubblici. Ci facciamo accompagnare dalla navetta dell’hotel fino alla stazione (come faremo poi ogni mattina), qui in attesa del treno che ci porta in centro città, prendiamo il necessario per fare colazione che consumeremo poi sul treno.
Ci sono diverse fermate ferroviarie in centro a Berlino, ognuna di esse ha vicino qualche monumento o punto di interesse turistico nelle vicinanze, noi spesso scendevamo ad Alexander Platz, dove vi è la Fernsenhturm (Torre Telecom) e si gode un meraviglioso panorama di tutta la città. Da questa piazza è poi raggiungibile qualsiasi altro monumento o punto d’interesse turistico. Il primo giorno che eravamo a Berlino abbiamo girato già mezza città, utilizzando mezzi pubblici per fare lunghi spostamenti e poi ovviamente, come è ormai normale per noi, ci siamo fatti delle lunghe e piacevoli camminate.
E’ davvero impressionante la quantità di parchi e di verde in generale che c’è a Berlino, il traffico è praticamente inesistente, le persone utilizzano molto le biciclette per spostarsi è infatti da questo punto di vista ben attrezzata di piste ciclabili. Berlino, ieri simbolo della guerra fredda, oggi la Capitale tedesca è diventata una metropoli moderna e piena di energia, le cose da vedere sono tante però noi in soli 2 giorni la abbiamo girata tutta. Ovunque vai ti senti sommerso dalla storia, come ad esempio vedendo la Chiesa Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis (chiesa memoriale dell'imperatore Guglielmo), che fu bombardata dagli inglesi alla fine del 1943 in un raid furioso che risparmiò soltanto la torre occidentale danneggiandola, oppure ciò che rimane del famoso Muro, eretto nel 1961 che divideva la città o ancora il Checkpoint Charlie, ieri punto di passaggio da una parte all’altra della città.
E’ davvero una città splendida dal punto di vista storico e architettonico, un po’ meno dal punto di vista della pulizia... E’ facile vedere cestini della spazzatura colmi di immondizia, cartacce sparse sui prati etc. La sera in centro ci si imbatte con personaggi che è meglio evitare, però a parte questi elementi, le persone sono davvero molto gentili.
Berlino non è proprio a buon mercato ma è comunque tutta bella da vedere, ogni cosa ha la sua particolarità, la sua bellezza e il suo fascino, ma il vero simbolo della città rimane la Porta di Brandeburgo (1791), davvero maestosa e affascinante. Dove fino a qualche anno fa c’era fisicamente il Muro ora rimane una linea che attraversa la città, come testimonianza. Vicino alla Porta di Brandeburgo, in Potsdamer Platz troverete i pochi resti del Muro abbattuto nel Novembre 1989. Nei negozi di souvenir potete trovare, tra le tante cose caratteristiche come i boccali di birra, anche frammenti di Muro.
Il mangiare tipico come si sa sono i wurstel, li fanno in tutti i modi possibili e immaginabili e se volete mangiare un buon hot-dog, fermatevi al chiosco nei pressi della Porta di Brandeburgo, è sempre pieno di gente, le porzioni sono abbondanti e soprattutto sono buonissimi.
(S.)

Hotel consigliato: Hotel Holiday Inn Berlin-Schoenefeld Airport ****
Dove mangiare: Chiosco nei pressi della Porta di Brandeburgo
Cose da non perdere: Porta di Brandeburgo, resti del muro, Reichstag , Checkpoint Charlie, Museuminsel (Isola dei Musei), Casello di Charlottenburg, Fernsenhturm (Torre Telecom), Chiesa Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis
Capodanno 2007: Varsavia (Polonia)
Varsavia, Polonia
Periodo: Capodanno 2007
Durata: 5 Giorni (29 Dicembre/2 Gennaio '07)

Anche questa volta non vediamo l'ora di partire; il giorno tanto atteso arriva, ore 6, è l'ora di partire per la Malpensa (volo Alitalia ore 9.45 diretto a Varsavia) ci troviamo nella più tipica mattina autunnale padana (al 29 di dicembre!), ovvero nebbia fitta che più fitta non si può... non ci resta che incrociare le dita... In aeroporto la conferma delle nostre paure: due voli per Cracovia (Polonia) cancellati, altri ritardati per "avverse condizioni meteorologiche"! Attendiamo le sorti del nostro volo e all'apertura del check-in tiriamo un sospiro di sollievo. La lunga attesa al check-in e il comprensibile ritardo del volo viene ricompensata con la soddisfazione di poter finalmente partire.
Arrivati a Varsavia la prima cosa che mi ha stupito è stata la temperatura gradevole (grazie anche a questo inverno particolarmente mite); anche nei successivi giorni il tempo è stato tutto sommato clemente: solo qualche goccia di pioggia, unica segnalazione negativa era il vento gelido che giustificava l'utilizzo di guanti e sciarpa. Un taxi ci accompagna all'hotel. La zona dell'hotel è centrale, ci sono fermate di mezzi pubblici e in zona sono presenti ache locali per mangiare, e piccoli centri commerciali. La stanza dell'hotel è piccola ma accogliente, è pulita e accessoriata. Dopo aver pranzato decidiamo di visitare un po' le vicinanze per poi ritornare all'hotel, la giornata cominciata all'alba è stata già piuttosto faticosa...
Con nostro stupore ci rendiamo conto che qui alle 4 del pomeriggio tramonta già il sole! Alle ore 17 solo i lampioni possono offrire un po' di luce alla città (vedere prima foto in basso nell'album!). I giorni seguenti li passiamo visitando, come il nostro solito, con interminabili passeggiate, l'intera città. L'unico modo, a mio parere, per cogliere appieno tutte le sensazioni di una città (e di una cultura) che non si conosce. La città offre parchi molto gradevoli, che solo la stagione invernale non riesce a illuminare di colori vivaci e piacevolissimi.
La parte moderna della città è comparabile a qualsiasi altra metropoli occidentale orientata al futuro, con strade dedicate allo shopping, locali di ristoro come l'immancabile McDonald's e simili. Il vero fascino però è la visita alla città vecchia, un letterale tuffo nel passato; con i suoi vicoli caratteristici, e graziosi negozietti di souvenirs, e le antiche mura che racchiudono tuttora il centro storico.
Davvero da provare le piccole trattorie molto eleganti presenti in questa parte della città; con pochi euro si possono assaporare deliziose specialità culinarie. L'unica amara sorpresa l'abbiamo avuta la sera del 31, scoprendo, ahinoi, che non ci sarebbe stato nessun festeggiamento del capodanno in piazza. E così, stanchi anche della giornata trascorsa, decidiamo di tornare in albergo. Con il risveglio nel nuovo anno ci rendiamo conto di aver visitato praticamente per intero la città, così decidiamo di andare allo zoo. Se vi rimane del tempo da trascorrere ve lo consigliamo, soprattutto per il prezzo irrisorio (circa 2 euro!).
Con il termine del primo giorno dell'anno possiamo ritenere conclusa la nostra vacanza! Infatti il 2 passeremo la giornata più estenuante e negativa dell'intera permanenza... Arriviamo all'aeroporto di Varsavia alle 10, iniziamo con un falso allarme bomba (attesa di mezz'ora al freddo). Le operazioni di check-in e imbarco si svolgono senza problemi, senonchè il nostro volo Alitalia per Roma delle 12.25 (in "economy class", poi capirete) non è destinato a decollare (per guasto all'impianto elettrico), dopo un'attesa di un'ora nell'aereo, decidono di farci tornare all'aerostazione per attendere notizie...
Avremo la notizia che il nostro volo è stato cancellato (persa quindi anche la nostra coincidenza Roma-Milano). La consegna dei bagagli è piuttosto lenta, ma l'attesa più grande sarà la fila (oltre un centinaio di persone) verso gli uffici dell'Alitalia (più di due ore di attesa) per ricevere una soluzione alternativa... Verso le 18 riusciamo ad ottenere due biglietti per il volo diretto a Milano Malpensa delle 17.25, comprensibilmente in ritardo. La previsione di partenza alle ore 19, viene smentita da un ulteriore ritardo di 45 minuti, trascorsi i quali finalmente decolliamo! Unica nota positiva della giornata: possiamo finalmente cenare in "business class" dopo un'intera giornata a digiuno.
(R.)

Hotel consigliato: Hotel Reytan ***
Dove mangiare: Trattorie eleganti nella città vecchia
Cose da non perdere: Parco Lazienkowski, Città vecchia, Palazzo della cultura e della scienza
Estate 2006 (Seconda parte): Creta (Grecia)
Creta, Grecia
Periodo: Agosto 2006
Durata: 8 Giorni (9/16 Agosto)

Dopo qualche giorno passato a Milano, rientrato da poco dalla Norvegia, parto con i miei genitori alla volta di Creta. Abbiamo preso un pacchetto del tour operator “Pianeta Terra” formula hotel roulette.
Si parte come sempre da Malpensa con la compagnia aerea Eurofly. Arrivati a Creta prendiamo l’auto che avevamo noleggiato per tutta la settimana. Dall’aeroporto ci dirigiamo all’hotel, che si trova a sud dell’isola. Hotel era situato nella città di Ierapetra, una cittadina carina e dall’acqua del mare cristallina. Questa cittadina di interessante offre la fortezza veneziana, la casa di Napoleone e l’isola di Krissi, a pochi minuti di distanza. L’isola di Krissi è spettacolare, una volta arrivati sembra di essere ai Carabi, l’acqua trasparente con colori azzurro e verde, sabbia bianca… davvero un paradiso. Avendo a disposizione l’auto, abbiamo iniziato a girare Creta. Siamo andati nella località di Vai, dove c’è una spettacolare spiaggia con le palme. Abbiamo poi visitato la città di Rethmno, davvero molto carina e caratteristica, da vedere, oltre il centro storico ricco di negozi, la fortezza veneziana. Abbiamo visitato anche la città di Heraklion, la città principale di Creta, molto carina con la sua cinta muraglia ancora intatta, la fortezza veneziana e il centro storico. Da qui non sono molto lontane le rovine di Knosso.
Knosso, impossibile non andare a vedere queste rovine, davvero spettacolare, alcune parti del palazzo sono rimaste ancora intatte, fortunatamente stanno facendo un’opera di restauro. E’ incredibile pensare quanto fosse grande e maestoso il palazzo di Knosso del Re Minosse.
E’ molto facile vedere al lato delle strade delle “casette”, si tratta di loculi con all’interno le ceneri dei defunti di persone che sono decedute in quel punto, è facile pensare ad incidenti stradali.
Creta è ricchissima di chiese e monasteri Ortodossi, anche nei punti più assurdi, magari arroccati su una montagna, trovi una chiesa Ortodossa.
Le strade di Creta sono tutte strade di montagna, non molto ben tenute e senza illuminazione. Come posto mi è sembrato un po’ sporco, non tengono molto al paesaggio e alla pulizia in generale.
Mi sono trovato davvero bene col cibo, pesce, carne ai ferri, Moussaka, involtini di vite ripieni di riso… davvero tutto ottimo. La Moussaka poi è davvero ottima, è fatta a strati con patate, carne trita, sugo e melanzane e besciamella, servita in una ciotola di terracotta. Un po’ pesante ma si digerisce subito ed è davvero ottima.
Noi siamo stati abbastanza fortunati con l’hotel, categoria 1 stella, piccolino, a conduzione familiare e abbastanza pulito, altre persone che come noi hanno scelto lo stesso pacchetto della “Pianeta Terra” sono capitate in strutture allucinanti, hotel che in Italia non farebbero neanche aprire. Il brutto della formula “roulette” è che non sai in che albergo alloggerai fino a quando non arrivi in aeroporto dove trovi il personale del tour operator che ti fornisce i dati sulla struttura.
I Cretesi, da quello che ho notato, si dividono in due categorie, i cafoni e insistenti e quelle gentili e ospitali.
Però, tutto sommato come vacanza non è stata male, ma non credo ci tornerei.
(S.)

Hotel consigliato:
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Heraklion; Isola di Spinalonga; Isola di Krissi; Rethmno; Rovine di Knosso
Estate 2006 (Prima parte): Oslo; Bergen; Tromso (Norvegia)
Norvegia
Periodo: Luglio 2006
Durata: 8 Giorni (22/29 Luglio)

Finalmente parto per il viaggio dei miei sogni, la Norvegia.
Ho programmato da solo tutto il viaggio e gli itinerari, che mi porteranno a visitare Oslo, Bergen e Tromso.
Questa volta viaggerò da solo. Parto da Bergamo con volo Ryanair diretto a Oslo, dove arrivo dopo solo un paio di ore. Arrivato ad Oslo cerco subito l’hotel “Clarion Bastion” che si trova a pochi passi dalla stazione ferroviaria, al terminal dei bus e al centro città. L’hotel è un categoria 3 stelle ed è davvero molto bello e pulito. A Oslo sono stato dal 22 al 24 Luglio. Il primo giorno ho solo fatto un giro veloce della città perché sono arrivato la sera, ma ho visto meglio Oslo durante il secondo giorno. Ho iniziato la giornata alzandomi alle 8.30 e dirigendomi al porto dove ho programmato la “Mini crociera sul fiordo di Oslo”, davvero molto bella e caratteristica. Ho poi visitato il “Museo Nobel” che racchiude tutta la storia del famoso scienziato da cui ha preso il nome la famosa statuetta e dove ogni anno fanno la premiazione. La “Fortezza di Akershus” dove al suo interno ci sono alcuni musei, tra cui il “Museo della Resistenza” e si gode di un ottimo panorama del fiordo e della città. Il Duomo, che confronto alle Cattedrali italiane, sembra una chiesetta. Ho poi proseguito verso il “Palazzo Reale” dove ho potuto ammirare il suo interno e ho potuto scoprire un po’ di storia sui regnanti norvegesi, tutto tramite visita guidata. Sono poi andato al “Frogen Park”, parco davvero molto grande dove al suo interno ci sono più di 200 statue raffiguranti scene di vita con uomini, donne e bambini. Da qui sono poi andato sul “Trampolino di Sci” che è situato su una collina poco fuori Oslo e dove si ammira uno stupendo panorama del fiordo. Consiglio di comprare la “Oslo card”, una tessera da svariati tagli, quella minima è 24 ore. Permette di visitare musei gratis, gite scontate, mezzi pubblici gratuiti e altre agevolazioni.
Il giorno 24 Luglio mi sono diretto sul “Fiordo di Flam”, sono partito da Oslo in treno per Myrdal dove avevo la coincidenza con il trenino di montagna che mi avrebbe portato a Flam. Arrivato a Flam, dopo aver avuto qualche minuto per poter visitare il paesino, ho preso il battello che mi portava a Gudvangen, facendomi attraversare la parte più bella e spettacolare del fiordo di Flam. E’ stato davvero stupendo, era un susseguirsi di paesaggi fantastici, con cascate e vallate stupende. Arrivato a Gudvangen ho preso l’autobus per Voss dove avevo la coincidenza col treno che mi avrebbe portato a Bergen.
A Bergen sono stato nei giorni 24-25 Luglio e ho alloggiato al l’hotel “Scandic Bergen City”, hotel molto carino e situato non molto lontano dal centro città. Qui sono arrivato la sera del 24 luglio, dopo il bellissimo itinerario sul fiordo di Flam.
Bergen è una cittadina di pescatori, davvero molto carina ho potuto visitarla durante la mattina del 25 luglio perché poi avevo il volo che mi avrebbe portato a Tromso. Tornando a Bergen, ho visitato buona parte della città, sfortunatamente non ho avuto il tempo per poter prendere la funicolare dove si gode un ottimo panorama del fiordo di Bergen. Bergen mi è piaciuta davvero molto, non è molto grande ma è davvero molto carina e caratteristica.
Alle 12 mi sono trasferito all’aeroporto per prendere il volo per Tromso, dove sono arrivato alle 16.
Tromso è una cittadina molto piccola situata nella parte Nord della Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico, a circa 500 Km a sud da Capo Nord. Qui c’era ad aspettarmi il mio amico Gunnar, che ho conosciuto l’anno scorso qui a Milano, è venuto insieme alla mia amica russa Julia quando è venuta a trovarmi. Gunnar ha voluto a tutti i costi ospitarmi nella sua fattoria che si trova su un’isola a qualche chilometro di distanza da Tromso. Arrivato alla fattoria ho conosciuto la sua compagna Goril, la figlia della sua compagna Monika e tutta la famiglia del fratello di Gunnar. Mi hanno ospitato per 3 giorni e in quei giorni sono stato benissimo. Mi hanno fatto fare un topur dell’isola e poi un altro giorno ci siamo arrampicati sulla montagna (di proprietà del mio amico) dove ho visto un panorama da sogno. Qui a Botnham, il paese dove vive il mio amico, sull’isola di Senija, ho potuto vedere oil meraviglioso fenomeno del “Sole di Mezzanotte”, è davvero incredibile pensare che in estate il sole non tramonti mai, e che ci sia luce tutto il giorno, è davvero stupendo!
In inverno invece, ci sono 3 mesi di buio totale e in questo periodo si può vedere l’altrettanto spettacolare fenomeno dell’Aurora Boreale. Dopo i 3 fantastici giorni passati con i miei amici, mi sono trasferito a Tromso, alloggiavo all’hotel “Scandic Tromso” a pochi minuti dalla città e dall’aeroporto. Tromso è davvero piccola, ma comunque carina, qui gli edifici vecchi si mischiano a quelli moderni. A Tromso si può visitare la fabbrica di birra “Mack” (prodotto locale) e “Polaria”, che è un acquario dove hanno ricreato l’ambiente polare. Tromso è anche famosa per essere la città dove è nata la bella e brava cantante norvegese Lene Marlin, peccato che non la abbia incontrata.
La Norvegia è davvero stupenda, i paesaggi tolgono il fiato, la natura è incontaminata, tengono davvero molto alla tutela dell’ambiente. I norvegesi sono davvero molto ospitali, gentili e simpatici, parlano molto bene l’inglese. Le ragazze norvegesi sono davvero stupende, la maggior parte sono bionde ma hanno tutte gli occhi chiari.
Il mangiare è ottimo, in ogni città in cui sono stato. I prodotti tipici locali sono il salmone e il caviale.
I prezzi non sono proprio a buon mercato, soprattutto a Oslo, però man mano che ci si sposta a Nord i prezzi calano (proprio come la temperatura).
Nel periodo in cui sono stato io in Norvegia c’erano tra i 22°C e i 25°C circa a Oslo e Bergen, mentre a Tromso ci sono stati tra i 3°C ai 10°C circa. Il tempo è stato sempre ottimo ed è vero che si respira aria pura, ideale per chi come me vive in grosse città come Milano dove il problema smog è all’ordine del giorno.
In Norvegia usano vestirsi in lana, ovviamente per il clima invernale/primaverile non proprio mite. Maglioni, calzettoni, cappellini, magliette, guanti tutto rigorosamente in pura lana e spesso fatti a mano, davvero molto belli, caldi e dal prezzo abbordabile. Dei simpatici regali sono i “Troll”, gnomi portafortuna un po’ brutti a vedersi ma pur sempre prodotto locale.
(S.)

Hotel consigliato: Clarion Bastio (OSLO); Scandic Bergen City (BERGEN); Scandic Tromso (TROMSO)
Dove mangiare: Friday (Oslo-Bergen)
Cose da non perdere: Parco Frogen;Gita in battello del Fiordo di Oslo; Museo di Munch; Palazzo Reale (OSLO); Fiordo di Flam; Bergen; Tromso
Aprile 2006: Praga (Repubblica Ceca)
Praga, Repubblica Ceca
Periodo: Aprile 2006
Durata: 4 Giorni (22/25 Aprile)

Quest’anno abbiamo deciso di passare la Pasqua a Praga, siamo partiti da Milano con la compagnia aerea Swiss, facendo scalo a Zurigo dove avevamo la coincidenza col volo per Praga, dove siamo arrivati di sera.
Abbiamo raggiunto l’hotel, situato a “Praga 6”, comodamente con la metropolitana e successivamente un autobus. L’hotel era il “Top Hotel Prague”, categoria 4 stelle. Visto da fuori è molto bello, grande e suddiviso in 4 complessi. Però la prima notte ci hanno fatto dormire in un vero e proprio tugurio, per dare un’idea, la camera che avevamo a Vilnius era stupenda in confronto a questa, ed è tutto dire... e anche qui le pulizie erano una utopia!
Superata la prima notte, finalmente ci hanno sistemati in una camera fin troppo bella, sarà stato per le nostre lamentele e/o per recuperare allo sgradevole inconveniente, solo allora si respirava il clima di una camera da hotel a 4 stelle!
Il centro città non era poi molto lontano, solo poche fermate di autobus fino alla metropolitana e poi poche fermate della stessa.
Praga a me non è piaciuta poi moltissimo, sarà che quello che ci è capitato con la camera dell’hotel mi ha condizionato per tutta la durata del soggiorno. Io comunque la ho trovata anche un po’ sporca come città, mi ha dato l’impressione che non ci tengano poi molto al loro patrimonio artistico e architettonico.
Il periodo in cui siamo andati noi è stato qualche giorno dopo Pasqua, anche qui, come a Vienna, abbiamo visto il mercatino pasquale. Devo dire molto grande e carino, anche qui avevano prodotti locali dall’artigianato in legno al cibo. Anche qui come a Vienna, decorano le uova, sono davvero molto belle anche come regalo.
(S.)

Hotel consigliato: Top Hotel Prague ****
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Torre dell’orologio; Castello; Ponte Carlo
Capodanno 2006: Lisbona e Sintra (Portogallo)
Lisbona, Portogallo
Periodo: Capodanno 2006
Durata: 5 Giorni (31 Dicembre/4 Gennaio)

Partiamo il pomeriggio del 31 Dicembre da Milano con la compagnia aerea portoghese TAP diretti a Lisbona.
Raggiungiamo l’hotel dall’aeroporto con poche fermate di autobus.
L’hotel è il “Residential Italia” è categoria 3 stelle, piccolino, a conduzione familiare ma molto carino e pulito, situato non molto lontano dalla metropolitana che porta in centro città.
Essendo l’ultimo giorno dell’anno chiediamo informazioni sul programma della serata. Ci dirigiamo in “Praca do Commercio” dove si tiene il concerto di Capodanno e a mezzanotte spettacolo pirotecnico. Il concerto è stato nel complesso piacevole, abbiamo scoperto un gruppo portoghese che si chiama “The Gift” che fanno genere pop e fado (musica popolare portoghese), a mezzanotte c’è stato lo spettacolo pirotecnico davvero molto bello. Nei giorni successivi abbiamo girato la città, rigorosamente a piedi, come è da stile “Soliti Noti”. Non pensavo che Lisbona fosse così bella e ricca di cose da vedere. Molto bello è il “Castello de St. George”, che dalla cima di una collina domina la città. La città e attraversata da un fiume e ci sono solo 2 ponti che lo attraversano, il “Ponte 25 de Abril” (molto simile al famoso “Golden Gate” di San Francisco) e il “Ponte Vasco de Gama” lungo quasi 20 chilometri.
A Lisbona, come dicevo, c’è molto da vedere, ma soprattutto consiglio di visitare “Cristo Rei”, “Basilica de la Estrela”, il quartiere di “Belem” con la famosa “Torre de Belem”. Per visitare meglio la città abbiamo preso il “Tram n°28” che diciamo fa n percorso più o meno turistico. Ci sono molti “Elevador” in città, non sono altro che tram che collegano la parte alta e quella bassa dei vari colli della città.
A Lisbona non si può non assaggiare il “Bacalao” e il dolce “Pasteis de Nata”, ottimo. Consigliati anche i "Churros" (paste a sfoglia imburrate) a colazione.
Siamo stati anche a sinora, paese patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. E’ un paese a circa 30 chilometri da Lisbona ed è facilmente raggiungibile in treno. Questo paese merita di essere visitato perché è davvero molto bello nell’insieme e poi da vedere ci sono il “Castello” e il “Palazzo”, entrambi situati su un monte e raggiungibili dal paese tramite autobus, io e Roby ce la siamo fatta a piedi per più di 1 ora… chiamateci pazzi!
Nel complesso Lisbona mi è piaciuta moltissimo, per il clima (15°C), l’ospitalità e la gentilezza dei portoghesi e la bellezza della città.
(S.)

Hotel consigliato: Residential Italia ***
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Cristo Rei; Elevator vari; Belem; Barrio Alto; Sintra
Agosto 2005: Calella, Barcellona, Blanes (Spagna)
Blanes, Spagna
Periodo: Agosto 2005
Durata: 15 Giorni (8/21 Agosto)

Questa volta la meta delle nostre vacanze estive è stata la Spagna, più precisamente Calella, un paesino a pochi chilometri da Barcellona.
Siamo partiti da Milano con la Alitalia e siamo atterrati all’aeroporto di Barcellona. Dall’aeroporto si raggiunge facilmente Calella in treno in circa 1 ora.
Calella la conosco bene perché ci ero già stato l'estate scorsa, è molto carina, ricca di divertimenti (tra discoteche e pub) e soprattutto c'è molta gente, in modo particolare (oltre alla popolazione locale e Italiana) Francese, Tedesca, Olandese e Ceca.
Le spiagge sono lunghe e larghe e il mare non è male. Consiglio di soggiornare all' "Hotel Esplai" è un categoria 3 stelle, a circa 200m dal mare, molto carino, pulito e se proprio le lingue non sono il vostro forte qui parlano Italiano!
Come pub a Calella vi consiglio il "MAWI" davvero molto bello, i cocktails sono buoni e i prezzi sono a portata di portafogli.
Di discoteche a Calella ce ne sono 5, le più famose sono "TURISME 35", "AVENUE" e "JAKARANDA".
A Calella c'è una lunga passeggiata piena di negozi, vi consiglio inoltre di fare una passeggiata alle Torrette e al Faro.
Se si vuole visitare Barcellona basta prendere il treno, con meno di €6 si fa il biglietto andata e ritorno, la durata del viaggio è di circa 45 minuti.
A Barcellona vi consiglio di scendere alla stazione "Placa de Catralunya" e da li prendere gli autobus turistici al costo di €18 (1 day ticket) in modo da poter visitare tutte le attrazioni della città, perché sfortunatamente non sono molto vicine tra loro da poter andare a piedi. A Barcellona vi consiglio di visitare, oltre la famosa Sagrada Familia, anche il Parco della Cittadella, il Parc Guell e la zona Olimpica (dove c'è un ottimo panorama della città).
Consiglio di visitare anche la cittadina di Blanes, sempre raggiungibile col treno e se proprio cercate il divertimento... Lloret de Mar non è molto lontana da Blanes, mi risulta esserci un collegamento bus dalla stazione di Blanes.
Per il mangiare, oltre l’ottima “Paella”, in Spagna si mangiano anche degli ottimi “Piatti Combinati” a prezzi davvero buoni. Molto buoni sono anche i panini imbottiti chiamati “Bocadillos”. Consigliati anche i "Churros" (paste a sfoglia imburrate) a colazione. Ovviamente la bevanda tipica spagnola è la “Sangria”, davvero ottima. E per finire col dolce, è davvero buona la “Crema Catalana”.
A Calella consiglio di cenare al ristorante “Las Cavas”.
(S.)

Hotel consigliato: Hotel Esplai (Calella) ***
Dove mangiare:
Cose da non perdere: BARCELLONA (Tour in autobus della città; Sagrada famiglia; Parc Guell; Parco de la Cittadella; Casa Pedrera); BLANES (Castello di San Juan; Orto Botanico); CALELLA (Faro; Torrette; Spiagge)
Aprile 2005: Londra (Inghilterra)
Londra, Inghilterra
Periodo: Aprile 2005
Durata: 3 Giorni (23/26 Aprile)

Siamo partiti da Orio al Serio con la RyanAir direzione Londra.
Siamo atterrati all'aeroporto di Londra Stansted e da li abbiamo preso il bus navetta che ci ha portati in centro città in circa mezz'ora. Siamo scesi alla fermata "Marble Arc", per andare all’ “Hotel Central Park”.
Si tratta di un hotel 3 stelle a pochi metri da “Hide Park” e non lontano dal famoso quartiere di “Notthing Hill”. L'hotel è molto carino e le stanze non sono male, la cosa positiva è che si raggiunge ogni monumento/attrazione in pochi minuti. Abbiamo girato tutto il centro di Londra in circa 2 giorni completamente a piedi.
Inutile dire cosa vedere o non vedere a Londra, tutta la città è meravigliosa a mio parere.
Abbiamo girato tutto il centro città in 2 giorni e le cose da vedere sono state una più bella dell’altra.
La cosa bella è che abbiamo girato sempre a piedi. L’itinerario più bello, secondo me, è attraversare “Hide Park” raggiungendo il “Buckingham Palace”, da li andare verso il “Big Ben” e l' “House of Parlament” per poi attraversare un ponte e godersi il magnifico panorama sul Tamigi, dove a sinistra si vede l' “House of Parlament” e a destra la “Millennium Wheel”, giù dal ponte si segue la passeggiata lungo il Tamigi dedicata al Giubileo della Regina Elisabetta II. Seguendo questa passeggiata, si notano svariati ponti, tra cui il particolare “Millennium Bridge”, continuando la passeggiata, si arriva al “Tower Bridge” che è il primo e più antico ponte di Londra. Attraversandolo si va alla “Tower of London” non molto distante da essa c’è la St. Paul’s Cathedral.
Ci è capitato di chiedere delle informazioni a dei Londinesi e si sono rivelati molto gentili e cordiali.
Londra però non ha solo pregi... ha anche qualche difettuccio, il più rilevante è il caro vita, i prezzi sono altissimi per ogni cosa, gli autobus costano £1.20 a corsa, se si paga all’autista, o se fatto alle macchinette automatiche ha la durata di 75 minuti. Anche come tempo atmosferico tutto sommato ci è andata bene, si sa che a Londra non splende troppo il sole, anzi... tutt’altro, però devo ammettere che con noi il tempo è stato abbastanza clemente.
Londra è davvero una città multi raziale, è davvero facile incontrare diverse etnie, la più diffusa è quella indiana. Prima di partire per Londra, pensavo fosse una città molto caotica e invece mi sono dovuto ricredere, è davvero molto organizzata. Mi sono trovato davvero bene e mi è piaciuta moltissimo, tanto che mi piacerebbe tornare tra qualche anno.
Un piatto famoso è il “Fish & Chips” che purtroppo non ho avuto modo di provare. Ovviamente a Londra è facilissimo trovare numerosi e svariati tipi di thè, anche in belle confezioni da regalare.
E’ molto utile per chi sta molti giorni, fare la “Travelcard London” che ha molti vantaggi, la si trova facilmente nei chioschi delle informazioni per i turisti, comunque per maggiori informazioni visitate il sito www.visitbritain.com (vedi sezione "Links" all'interno di questo sito).
(S.)

Hotel consigliato: Hotel Central Park ***
Dove mangiare: Garnfunker's
Cose da non perdere: Hide Park; Buckingham Palace; House of Parlament; St. Paul’s Cathedral; Westmister Abbey; passeggiata sul Tamigi
Aprile 2004: Vienna (Austria)
Vienna, Austria
Periodo: Aprile 2004
Durata: 3 Giorni (9/12 Aprile)

Abbiamo fatto questo viaggio tramite una proposta della Alpitur, il viaggio era in autobus e il soggiorno durava 3 giorni.
Si parte la mattina presto da Milano con soste nelle principali città italiane del nord.
Dopo aver recuperato gli ultimi "superstiti" a Padova, finalmente si parte per Vienna, senza altri scali.
Arrivati la sera intorno alle 20, ci si organizza per la cena e per l'eventuale serata.
L’hotel si trova fuori dal “ring” cittadino, a pochi chilometri dal centro.
L’hotel era molto bello e anche le camere erano confortevoli.
Come ogni mattina l’autobus della Alpitur ci portava dall' hotel all'Opera di Vienna e da li ognuno era libero di fare ciò che voleva.
La sera verso le 19.30 l'autobus della Alpitur ci aspettava davanti all' Opera per riportarci in hotel, ma non era obbligatorio, ognuno era libero di rientrare come voleva e soprattutto quando voleva.
Vienna è davvero stupenda, la sua storia e le innumerevoli cose da vedere incantano.
Il "Belvedere" situato su una collina dove si può ammirare lo splendido panorama della città, sicuramente da visitare.
Da vedere è anche "Shonbrunn", la residenza della Principessa Sissy.
Molto bella è anche la parte del Danubio dove c'è la Torre televisiva e il palazzo dell’ONU.
Il "Prater" è un Luna-Park all’interno di un parco immenso, è famoso per la ruota panoramica con cabine in legno, ma sinceramente non è il massimo da vedere.
Per il mangiare, per chi piace c’e’ il famoso “wurstel e crauti”, i dolci più famosi di Vienna sono la classica “Torta Sacher” farcita con marmellata e ricoperta di cioccolato, le “Palle di Mozart”, palline di marzapane davvero ottime.
Nel periodo in cui siamo andati noi, c’era il mercatino di Pasqua, davvero molto carino e caratteristico, con tutte le bancarelle di prodotti tipici, dall’artigianato in legno al cibo, oltre che alle tipiche uova decorate a mano, ideali per un regalo.
(S.)

Hotel consigliato:
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Opera di Vienna; Chiesa St. Karl; Cattedrale St. Stephen; Shönbrunn; Belvedere
Estate 2003 (Quarta parte): Vilnius (Lituania)
Vilnius, Lituania
Periodo: Agosto 2003
Durata: 2 Giorni

Partiti da Riga, dopo 5 ore di viaggio in autobus arriviamo a Vilnius in tarda serata.
Stanchi per il viaggio decidiamo di prendere il primo hotel che ci capita a tiro... brutta idea!
Abbiamo prenotato 2 notti in un hotel che era in condizioni pietose. A parte la reception, molto accogliente e carina ma poi abbiamo visto tutto il resto, sembrava cadesse a pezzi.
La camera era indescrivibile, abbiamo dormito su dei divani... ci siamo dovuti fare noi il “letto” mettendo le lenzuola e tutto il resto... anche le finestre stavano su per miracolo e nessuno passava a pulire la stanza e/o almeno cambiare gli asciugamani.
Vilnius secondo me è la città più brutta tra le tre Capitali delle Repubbliche Baltiche, non c’è moltissimo da vedere a parte la Cattedrale e una torre arroccata su una collina.
Non vedevo l'ora di tornare in Italia, quei 2 giorni a Vilnius sono stati i peggiori che abbiamo mai fatto.
Finalmente si avvicinava il tempo della partenza, abbiamo lasciato Vilnius (con nostra immensa gioia) e abbiamo preso l'autobus per tornare a Tallinn dove avevamo l'aereo che ci avrebbe riportato a Milano con scalo a Helsinki. Dopo 10 ore di viaggio in autobus, tra litigi vari e insonnie, arriviamo all'aeroporto di Tallinn e prendiamo il volo che ci riporta a Helsinki e poi a casa.
(S.)

Hotel consigliato:
Dove mangiare: Cili Piça
Cose da non perdere: Cattedrale; Lungo viale pedonale
Estate 2003 (Terza parte): Riga (Lettonia)
Riga, Lettonia
Periodo: Agosto 2003
Durata: 2 Giorni

Ci siamo spostati da Tallinn a Riga in autobus, dopo 5 ore di viaggio siamo arrivati finalmente a Riga. Abbiamo subito cercato una sistemazione in hotel e poi abbiamo iniziato a scoprire la città. Il centro storico non era a pochi passi dal nostro hotel.
Qui a Riga abbiamo conosciuto Sintija una ragazza del posto che ci ha fatto da guida per la città.
Ci raccontava la storia del suo Paese, dal dominio russo ai giorni nostri ed era molto interessante.
Per me conoscere persone del luogo è una cosa molto interessante, perché sanno consigliarti moltissimo sulle cose da visitare e anche dove e cosa mangiare.
Riga è veramente una città fantastica, ricca di cose da vedere e cose interessanti da comprare. I prezzi non sono eccessivi (ricordo che l'Euro nelle Repubbliche Baltiche entrerà in circolazione solo nel 2008) e come dicevo di Tallinn, anche qui è facile trovare bancarelle e negozi dove vendono Ambra e artigianato in legno.
Le cose che mi hanno colpito di Riga, ragazze a parte, sono le cose che ci ha raccontato Sintija sul periodo di occupazione Sovietico, maltrattamenti e violenze sulla popolazione, abolizione della lingua lettone e conseguente uso del russo e moltissime altre proibizioni, è ben per questo che i russi non sono molto ben visti.
Tra le cose più belle da vedere, secondo me, ci sono l'Opera, il Monumento alla Libertà e un parco molto grande che si trova in centro.
Il Monumento alla Libertà è stato eretto dopo la caduta dell'Impero Sovietico ed è considerato tra i monumenti più importanti della città.
Una cosa interessante da vedere è il cambio della guardia al Monumento alla Libertà.
(S.)

Hotel consigliato:
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Opera di Riga; Centro storico; Monumento alla Libertà
Estate 2003 (Seconda parte): Tallin (Estonia)
Tallinn, Estonia
Periodo: Agosto 2003
Durata: 2 Giorni

Dopo aver preso il traghetto da Helsinki, siamo giunti a Tallinn, Capitale dell' Estonia.
L'hotel si trova a pochi passi dal centro storico.
Tallinn, la Capitale più piccola delle tre Repubbliche Baltiche, ci si mette veramente poco a visitarla.
E' una città molto carina, mantiene ancora lo stile Medioevale, il centro storico è racchiuso nella cinta muraglia, sembra davvero di tornare indietro nel tempo, tra vicoli, mura, torrette da avvistamento e ragazze in costume medievale... poi di sera sembra veramente di essere in un'altra epoca, le strade del centro storico hanno una illuminazione color Ambra ma molto soffice. L' unica cosa che rovina l'atmosfera Medioevale è il McDonald's.
Uscendo dal centro storico, Tallinn non è il massimo, le strade e le abitazioni sono malconce, si vede molta povertà.
Tallinn è veramente una città molto carina, il costo della vita non è eccessivo, anzi direi che è conveniente per chi come noi viene dall'Italia.
Se volete fare regalini ad amici/amiche, qui come nelle altre due Repubbliche Baltiche, si trova l'Ambra a prezzi davvero convenienti, perché sono zone ricche di giacimenti. Poi artigianato locale fatto in legno, è facile trovare nei vari negozi Matrioske e oggetti di artigianato Russo. Nel centro storico è facile imbattersi in ragazzine che cercano di vendere le cartoline, sono molto gentili, invogliano a comprare qualche cartolina da loro, poi, considerando che non vivono certo molto bene, se non altro si fa un’opera buona e poi chiunque ha da spedire delle cartoline.
Di Tallinn consiglio vivamente di seguire i percorsi panoramici segnati sulle cartine. Per il mangiare, nel centro storico ci sono molti ristoranti e i prezzi sono alla portata di tutti.
(S.)

Hotel consigliato: Hotel Metropol ***
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Centro storico; Vedute panoramiche
Estate 2003 (Prima parte): Helsinki (Finlandia)
Helsinki, Finlandia
Periodo: Agosto 2003
Durata: 2 Giorni

Eccomi qui a narrare il primo viaggio dei “Soliti Noti” diviso in quattro parti, una per ogni tappa del viaggio che abbiamo fatto.
Primo viaggio e prima volta che si va in aereo...
Ad essere sincero, è stato veramente una bella esperienza, non pensavo che mi potesse piacere così tanto andare in aereo.
Il volo è durato circa 3-4 ore, arrivati ad Helsinki siamo andati alla ricerca del nostro hotel.
Hotel davvero molto carino, situato in zona centrale nei pressi della stazione ferroviaria.
Helsinki è una città davvero strana, piena di centri commerciali, parchi, laghi e monumenti.
Nei due giorni che siamo stati ad Helsinki abbiamo trovato un clima dove la pioggia e il sole si alternavano e la temperatura era gradevole (almeno per me)
Tra le cose più belle da vedere di Helsinki ci sono sicuramente le due Cattedrali, quella Ortodossa e quella Protestante.
La Cattedrale Ortodossa è davvero molto bella sia dal punto di vista architettonico che per le innumerevoli bellezze artistiche al suo interno. La Cattedrale Protestante è comunque interessante dal punto di vista architettonico ma invece è spoglia al suo interno, da lasensazione di freddezza.
Molto interessanti e belli sono i vari giardini pubblici, ricchi di verde e laghi.
Cosa molto buffa e curiosa di Helsinki è che è molto facile incontrare per strada i finlandesi che vanno in giro su piccoli sci con rotelle e impugnano bacchette da sci.
In generale i finlandesi sembrano un po’ freddi, non proprio ospitali. Helsinki comunque è una città molto carina nel complesso e piacevole da visitare. Per chi ama andare in bicicletta, Helsinki è piena di piste ciclabili cosa che nelle più grandi città italiane stentano a fare. L’Italia ha tutto da imparare dall’estero!
(S.)

Hotel consigliato: Hotel Ramada Presidentti ****
Dove mangiare:
Cose da non perdere: Cattedrale Ortodossa; Parchi